Un pene turgido rosa scuro, lungo oltre dodici metri, dipinto sul muro laterale di un edificio di New York. Ha fatto presto il giro del web la foto dell’opera creata dall’artista svedese Carolina Falkholt apparsa il giorno di Natale 2017 sul muro di un palazzo a cinque piani di Broome Street nel Lower East Side di Manhattan. “Di solito dipingo vagine giganti, fighe e fiche” – ha spiegato al Guardian la 40enne che ha uno pseudonimo mica da ridere come ‘Blue’ – e dal momento che ne avevo appena finito di dipingere una su un lato di un edificio di cinque piani lì vicino (a Pike Street ndr), mi sentivo come se fosse necessario dipingere un cazzo”.

Lo spazio vuoto sul muro di Broome Street era perfetto per questo. Per parafrasare (l’artista) Judith Bernstein: “se un pene può “entrare” in una donna, può essere eretto su un muro”. L’opera finanziata dal ristorante peruviano Baby Brasa, attraverso The New Allen un collettivo di artisti particolarmente attivo nella street art, non è chiaramente passata inosservata. Ma le reazioni di passanti e residenti non sono risultate così ‘open-minded’ come la liberal New York potrebbe far credere. Secondo il Guardian le testimonianze dal quartiere che ha tenuto a battesimo opere di Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, si alternano tra turisti divertititi o qualche giovane entusiasta, e parecchi osservatori piuttosto critici. “I colori usati la rendono un’opera molto artistica”, commenta la passante Lauren Deutsch di Los Angeles. “La vedo e ci rido su, ma non vorrei averne una copia per me. Mai visto nulla di simile nemmeno tra le strade di Los Angeles”. “Uscire in strada e vedere questo dipinto all’improvviso crea un enorme contrasto”, spiega George Petridis, insegnante di disegno anatomico allo Spring Studio di Broome Street a un isolato da dove è apparso il pene gigante. “Questo è l’esempio di ciò che alcune persone pensano sia l’arte contemporanea oggi. La cosa non mi offende, ma non nemmeno mi disturba. E non ho nemmeno intenzione di passare molto tempo a pensarci”.

Ancora più pratica l’agente immobiliare Katie Grinero che ha parlato di “danno alla proprietà”: “Immaginate se qualcuno la disegnasse sulla vostra casa senza permesso. Non credo sareste contenti. Potreste sì averlo nel vostro studio, ma non penso sia appropriato vederlo per strada quando passano anche i bambini. È un dipinto che non ci insegna nulla”. L’apparizione del pene gigante, insomma, non ha retto all’indifferenza critica dei passanti ed è finita presto nel mirino della presidente del Community Education Council District 1 di New York, Naomi Pena, che ne ha chiesto la rimozione immediata. Come testimoniato dall’account Instagram del graffitaro newyorchese Alan Ket, l’enorme pene della Falkholt viene in queste ore cancellato con una colata di vernice bianca. Tanto che nei commenti alla foto, che ritrae l’opera dell’artista svedese mezza cancellata nella parte di sopra, c’è chi commenta ironico (e senza stracciarsi le vesti): “Rip Dildo” e “Sembra gli abbiano messo il preservativo”.

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