Alla fine di settembre era stato protagonista di un diverbio, degenerato in colluttazione, con un senegalese sprovvisto di biglietto, sulla linea Cremona-Brescia, all’altezza di Olmeneta. Sei giorni fa Giordano Stagnati, 25 anni, capotreno, è stato licenziato perché quel giorno, ha tenuto un comportamento “non consono alle mansioni proprie della sua figura professionale e della nostra azienda che lei comunque rappresenta mentre indossa l’uniforme ed esercita funzioni di incaricato di pubblico servizio per conto di Trenord”. Ecco il benservito da parte della società che gestisce il trasporto ferroviario in Lombardia.

Il capotreno, che ha intenzione di impugnare il provvedimento, ha raccontato la sua versione di quanto successo due mesi e mezzo fa. Alla richiesta di esibire il biglietto, Moussa Diatta, 23 anni, lo insulta, dicendogli di essere razzista. Il senegalese consegna al ferroviere una carta di credito prepagata (risultata essere ‘scoperta’). Nasce così un diverbio, fino a che, una volta che il convoglio arriva alla stazione di San Zeno (nel Bresciano), il capotreno, probabilmente persa la pazienza, getta via lo scontrino del mancato pagamento e la card prepagata. Inavvertitamente, avrebbe detto. Il senegalese, a questo punto, spinge a terra il capotreno, lo prende a sberle e gli strappa pos aziendale e palmare. Stagnati lo morde ad un braccio per impedire il furto del palmare, ma lo straniero, verso il quale il dipendente di Trenord proferisce un insulto razzista, fugge scendendo dal treno alla stazione successiva. Più tardi, fermato in possesso di pos e palmare, viene arrestato. Il ferroviere viene quindi sospeso da Trenord. Qualche giorno fa è arrivata la lettera di licenziamento. Le motivazioni: non ha tenuto un comportamento corretto coi viaggiatori, ha bestemmiato, ha commesso turpiloquio, ha morso il passeggero.

“A breve faremo ricorso al giudice del lavoro”, ha spiegato il legale del capotreno, Massimiliano Cortellazzi. “Una sanzione espulsiva nei confronti del dipendente è sproporzionata. Sicuramente nella concitazione del momento i toni sono andati oltre i limiti, ma il comportamento del mio cliente va letto nel contesto specifico. E cioè stava subendo una rapina di beni aziendali che lui ha cercato di riprendersi”. Quanto all’accusa di aver bestemmiato, dice l’avvocato, “non c’è stata alcuna bestemmia”. L’avvocato ha pure querelato per diffamazione l’autrice del filmato amatoriale dell’aggressione diffuso sui social. Un filmato che non sarebbe stato pubblicato integralmente. La testimone e autrice del filmato era stata sanzionata poco prima dal capotreno, perché provvista di biglietto. Su Facebook la donna aveva postato offese e frasi ingiuriose nei confronti del cremonese, reo, a suo dire, di avere ripetutamente insultato il senegalese e di averlo morso al braccio. La giovane, sempre via social, aveva definito il capotreno un “malato psicopatico da rinchiudere”, “razzista” e “lurido pezzente”, e aveva negato l’aggressione da parte del senegalese. “Un video parziale con tagli evidenti”, ha commentato ancora Cortellazzi. Il senegalese, già denunciato nell’aprile dell’anno scorso per resistenza a pubblico ufficiale, comparirà il 24 gennaio prossimo davanti al gup di Brescia con l’accusa di rapina. Il capotreno si costituirà parte civile.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Bernard Law morto, tutte le questioni irrisolte che si porta nella tomba. E la lezione che la Chiesa non ha imparato

prev
Articolo Successivo

Scuola, rissa a Bitonto per i posti in prima fila al saggio natalizio. E ad Arconate la palestra è piccola: un genitore per alunno

next