Rinuncia a rendere l’interrogatorio Roberto Maroni, tra gli imputati a Milano al processo con al centro le presunte pressioni per far ottenere un contratto di lavoro e un viaggio a Tokyo a sue due ex collaboratrici dell’epoca in cui era ministro dell’Interno, Mara Carluccio e Maria Grazia Paturzo. Lo ha anticipato il suo difensore, Domenico Aiello, a proposito dell’appuntamento giudiziario del governatore fissato per oggi nel primo pomeriggio, e che invece è stato ‘cancellato’. Il processo slitta al 14 dicembre.

I motivi della scelta di Maroni li ha spiegati l’avvocato. Innanzitutto “l’esaustivo esame in aula” reso tre settimane fa da Giacomo Ciriello, capo della sua segreteria politica “che ha chiarito le circostanze oggetto d’accusa anche nei confronti di Maroni, eliminando ogni possibile rilievo alle sue condotte ed ai suoi comportamenti”. Inoltre va “considerato l’esito dell’appello ‘Expo’” e cioè l’assoluzione con formula piena dell’ex dg Cristian Malangone, “e non ultimi i molteplici impegni romani del Presidente Maroni di questo periodo, i quali difficilmente si conciliano con il calendario di udienza”. Per tanto il governatore “rinuncia a rendere l’esame in aula. In questo modo il processo non subirà alcuna interruzione“. A chiedere l’interrogatorio del presidente della Lombardia e dei suoi coimputati era stato il pm Eugenio Fusco, titolare dell’indagine. Maroni, tramite il suo legale, nell’udienza dello scorso 14 settembre, aveva fatto sapere che sarebbe venuto in aula inizialmente il 9 novembre. Per impegni istituzionali, poi, l’interrogatorio è slittato a oggi. Ora è stata data ufficialità alla scelta, maturata di recente, di non farsi interrogare. Oltre a Ciriello ha reso esame anche Mara Carluccio.

Maroni aveva riferito martedì, nel corso della consueta conferenza stampa dopo la riunione di Giunta, che oggi avrebbe avuto una serie di incontri istituzionali a Roma. Il presidente della Regione Lombardia era atteso stamani al terzo Tavolo politico per la trattativa con il Governo sull’autonomia, che ieri è stato aggiornato a mercoledì prossimo. Nel pomeriggio alle 15.30 Maroni aveva già annunciato la sua presenza al ministero della Salute per l’insediamento del tavolo di monitoraggio della riforma socio-sanitaria regionale.

Oggi il pm di Milano Eugenio Fusco, ha chiesto, con l’accordo delle parti, di produrre le motivazioni della sentenza, passata in giudicato, con cui la Corte d’Appello, dopo l’estate, ha assolto con formula piena l’ex dg di Expo Cristian Malangone, per la medesima vicenda. Sentenza che fornisce una ricostruzione dei fatti sui quali il pm Fusco, come ha spiegato al Tribunale, avrebbe voluto avere alcuni chiarimenti dal governatore e che invece, per il legale di Maroni, l’avvocato Domenico Aiello, “ha fatto luce sull’estraneità del Presidente in relazione all’organizzazione del viaggio a Tokyo” per Maria Grazia Paturzo, una delle due donne al centro del procedimento e che nel 2014 aveva un contratto di temporary manager per promuovere l’evento Expo all’estero.

Per la prossima udienza la difesa del governatore, che ha tagliato la lista dei testimoni in quanto molti già sentiti in aula, si è impegnata a citare una dozzina di testi tra cui Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri. Il legale ha spiegato che avrebbe convocato per la prossima udienza almeno una decina di altre persone tra le quali l’ex vice capo vicario della Polizia Nicola Izzo e lo stesso Malangone. Poi si ritorna in aula l’11 gennaio per esaurire la lista testimoniale della difesa.