Christian Malangone, ex dg di Expo è stato assolto dalla Corte d’Appello di Milano. I giudici con la formula “perché il fatto non sussiste” hanno cancellato la condanna a 4 mesi inflitta in primo grado in abbreviato al manager accusato di induzione indebita per la vicenda delle presunte pressioni da parte del governatore lombardo Roberto Maroni per ottenere che la sua ex collaboratrice al Viminale Maria Grazia Paturzo fosse inserita nella delegazione della Regione, a spese di Expo, per un viaggio a Tokyo.

Le motivazioni della seconda Corte d’Appello, presieduta da Guido Piffer, saranno depositate in 30 giorni. Stando all’inchiesta del pm Eugenio Fusco, il governatore Maroni, imputato davanti al Tribunale con altri, avrebbe voluto che Maria Grazia Paturzo (non indagata), sua ex collaboratrice e con la quale, secondo il pm, aveva una “relazione affettiva”, fosse inserita nella delegazione della Regione per un viaggio a Tokyo nel 2014 nell’ambito del World Expo Tour e che fosse spesata da Expo.  Da qui, secondo la Procura, le presunte pressioni su Malangone, attraverso Giacomo Ciriello (braccio destro del governatore, anche lui imputato), e l’accusa di induzione indebita.

Il 27 maggio 2014, in particolare, Ciriello e Malangone si sarebbero incontrati in Regione e il dg avrebbe spiegato di dover chiedere l’ok all’ad Giuseppe Sala, che diede parere contrario. Il 28 maggio, poi, Malangone ricevette un sms da Ciriello: “Christian il Pres ci tiene acchè la delegazione per Tokyo comprenda anche la società Expo (attraverso la dottoressa Paturzo). Puoi parlarne con Sala o autorizzare la missione?”. Malangone, secondo l’accusa, avrebbe attivato gli uffici di Expo per l’acquisto dei biglietti e la prenotazione dell’albergo. Poi ancora un sms a Ciriello: “Dì alla Paturzo di mandare mail ad Arditti”, capo della comunicazione di Expo. Infine, il colpo di scena. Ciriello avrebbe chiamato Malangone per chiedergli di “sospendere” i voli, a biglietti già emessi. Maria Grazia Paturzo non partì più e Maroni all’ultimo momento cambiò meta e andò in missione a Berna e in Giappone l’ex vicepresidente Mario Mantovani.

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