Digos e Squadra Mobile in campo, agenti in borghese davanti ai seggi “codice rosso” e controllo costante del territorio almeno fino al termine delle operazioni di scrutinio. E’ imponente la macchina di vigilanza sul ballottaggio del prossimo 19 novembre messa in piedi dalla Questura di Roma, su disposizione del prefetto Paola Basilone. Il fermo di Roberto Spada – il pugile incensurato considerato dagli inquirenti un “capo” all’interno dell’omonimo clan criminale di Ostia – all’indomani dell’aggressione alla troupe Rai formata da Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi ha spinto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, a pretendere la massima presenza dello Stato in occasione del secondo turno del delicato voto municipale.

Operazioni elettorali sulle quale già nelle scorse settimane si era paventata l’influenza del sodalizio fino a pochi mesi fa guidato dal fratello di Roberto Spada, Carmine detto “Romoletto”, condannato a 10 anni di carcere nell’ambito di un’inchiesta per racket ed estorsione (il municipio di Ostia era già stato sciolto nel 2015 per infiltrazioni mafiose). “Robertino” – come viene definito da alcuni collaboratori di giustizia – a pochi giorni dal primo turno aveva espresso su Facebook simpatie per il movimento di estrema destra Casapound, un “endorsement” mentre nel giorno dell’apertura delle urne, il 5 novembre scorso, alcuni testimoni a IlFattoQuotidiano.it avevano raccontato di aver visto esponenti del clan Spada presenziare alcuni seggi per tutto il giorno, allarme rilanciato anche dalla sindaca Virginia Raggi.

LO SCHIERAMENTO DI FORZE – Le misure sono state decise durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che, eccezionalmente, si è tenuto in mattinata a Ostia – presso la sede del Municipio X – alla presenza del ministro Minniti, della sindaca Virginia Raggi e dei rappresentati delle forze dell’ordine. Il Questore Guido Marino ha disposto di adottare un modello organizzativo che include 4 settori d’intervento. Il focus informativo è garantito dalla Digos e dalla Squadra Mobile, in collaborazione con la sezione specializzata del commissariato Lido, al fine di acquisire, per tempo, ogni informazione utile alla predisposizione dei servizi di polizia.

La gestione dell’ordine pubblico è affidata al dirigente del commissariato e, così, anche la direzione di tutti i servizi di ordine pubblico per gli eventi in programma in settimana e che si concluderanno con le due iniziative di chiusura della campagna elettorale nella serata di venerdì. E’ previsto l’impiego di personale specializzato nella gestione della folla, bonifiche dei luoghi ed acquisizione prima, durante e dopo le manifestazioni, di immagini da parte della Polizia Scientifica. Per il controllo del territorio, è stata disposta un’intensificazione del piano coordinato di controllo, con l’utilizzo delle unita’ cinofile e del Reparto Prevenzione Crimine.

IN CAMPO ANCHE L’ESERCITO – Pattuglie in borghese, inoltre, integreranno la vigilanza ai seggi, a partire dalle prime ore di domenica. Ogni plesso elettorale sarà vigilato 24 ore su 24 a partire dal giorno precedente le votazioni da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. La vigilanza terminerà solo a definitiva chiusura dei seggi e all’Esercito spetterà il compito di vigilare il deposito delle schede elettorali. I seggi elettorali definiti “codice rosso” saranno quelli relativi al litorale di Ponente e a Nuova Ostia, feudo del clan Spada. “Abbiamo predisposto più vigilanza ai seggi per garantire libertà di voto”, ha spiegato il ministro Minniti a margine della riunione operativa, per poi aggiungere: “Quello che è accaduto è  un fatto molto grave che ha colpito la stampa in piena campagna elettorale. Era giusto risposta ferma e inequivocabile”.

IL MISTERO DEL SODALE DI SPADA – Intanto, sono ancora in corso le operazioni di identificazione del “guardaspalle” che avrebbe partecipato all’aggressione di Roberto Spada ai due giornalisti Rai. Secondo le denunce di Piervincenzi e Anselmi, l’uomo “misterioso” sarebbe un energumeno alto 1.90 per 100 kg circa, una specie di bodyguard la cui presenza ha contribuito ad avvalorare la tesi dei pm Giovanni Musarò e Ilaria Calò – supportati dall’ordinanza del gip – che indagano per lesioni e violenza privata con aggravante mafiosa. Gli inquirenti si sarebbero già fatti un’idea sull’identità del personaggio – che apparterrebbe al clan o comunque al “sodalizio” – ma non ci sarebbero ancora le certezze investigative necessarie ad effettuare il secondo fermo. Gli avvocati di Spada, dal canto loro, nei giorni scorsi hanno avanzato ufficialmente richiesta di scarcerazione presso il Tribunale del Riesame, contestando l’aggravante e il rischio di reiterazione del reato.

RAGGI E MINNITI PRESENTI AL CORTEO DI LIBERA – Intanto, mentre prosegue la campagna elettorale di Ostia fra la candidata del M5S, Giuliana Di Pillo, e quella del centrodestra, Monica Picca, si moltiplicano le manifestazioni sul territorio contro la mafia. Giovedì sarà la volta dell’atteso corteo organizzato da Libera e dalla Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana), promossa da Laboratorio Civico – che a Ostia candidava Don Franco De Donno – al quale ha confermato la propria presenza la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

In particolare, la prima cittadina capitolina ha già lanciato un appello alla partecipazione al voto e contro l’astensionismo: “Ribadisco l’importanza di andare al voto. Questo territorio finalmente si trova davanti a un momento importante, una grandissima prova di democrazia. E’ importante per i cittadini potersi esprimere liberamente. Quello che dobbiamo fare tutti insieme è isolare le poche mele marce che rischiano di gettare discredito su un territorio che ha grandissime potenzialità”. Una dimostrazione di unità d’intenti istituzionale che avrebbe trovato l’apprezzamento dello stesso ministro Minniti, il quale ha a sua volta annunciato la propria presenza promosso dall’associazione di Don Ciotti.