La rabbia delle donne è atavica e sta uscendo come un vulcano”. Alle denunce di molestie nel mondo del cinema si aggiungono anche le parole di Monica Bellucci. Giunta all’Auditorium parco della Musica di Roma per ricevere il Premio Virna Lisi la 53enne attrice umbra ha affermato “che le donne sentono il bisogno di denunciare perché sono stanche di subire e non so dove e quando finirà”. “Le dichiarazioni possono uscire in maniera non corretta, affrettata, perché quando scoppi si può scoppiare male – ha dichiarato all’Ansa la Bellucci – ma bisogna andare avanti perché questa rabbia interna è stata repressa troppo a lungo”.

L’interprete de La Passione di Cristo e Irreversible si è poi detta contenta del fatto che le sue figlie vivano in un periodo storico in cui le donne stanno iniziando a parlare e ad uscire dalla paura. “Dobbiamo imparare presto a difenderci, io lo faccio da quando avevo 14 anni, da prima che iniziassi a lavorare. Il mondo del lavoro crea situazioni di potere che scatenano a volte dinamiche non corrette. E certi comportamenti secondo me non sono motivati dalla sessualità ma dalla paura. Alcuni uomini sono eccitati dalla paura della preda, vedendola sentono il loro potere”. L’attrice difende anche tutte quelle colleghe che hanno denunciato molestie e violenze dopo decine di anni dall’accaduto: “A volte si resta bloccate dalla paura, come capita a un uccello chiuso in gabbia. Quando la apri non esce, perché non sa cos’è la libertà. Le donne stanno ancora imparando a essere libere”. Una trasformazione che il caso Weinstein ha accelerato in fretta: “Mi pare che le cose stiano iniziando a cambiare vedo già delle differenze nei comportamenti maschili, mi sembrano molto più gentili”. E ancora una precisazione perché bisogna comunque “prestare attenzione a distinguere tra quella che è un’avance e la molestia. L’abuso di potere tocca tutti i generi, ho anche incontrato donne di potere che si comportano nella stessa maniera. Il potere logora”.

La Bellucci riceverà il premio Virna Lisi proprio dalle mani di Giuseppe Tornatore, il regista palermitano con cui l’attrice ha lavorato fin dagli anni novanta, accusato alcuni giorni fa di molestie dalla soubrette Miriana Trevisan. “Ho girato con Giuseppe per 5 mesi il film Malena, poi delle pubblicità, e un piccolo ruolo in Baaria. Tra noi c’è un rapporto d’amicizia che va avanti da 20 anni, lo continuo ancora oggi a sentire sempre, gli ho chiesto consigli nella mia vita, ho per lui molta stima e rispetto. Grazie a lui mi si sono aperte molte porte”. L’accusa contro di lui, spiega “mi stupisce, non è l’uomo che conosco io”.

Sempre sulle dichiarazioni della Trevisan è tornata a parlare Eva Henger, l’ex pornostar, moglie di quel Massimiliano Caroletti, che l’ex ragazza di Non è la Rai, ha tirato in ballo nella lunga intervista concessa a Vanity Fair inserendolo tra i molestatori insistenti proprio sul set del film Bastardi di Andres Maldonado. “È una bugiarda”, ha tuonato la Henger durante Pomeriggio Cinque. “Chi dice una bugia, dice una bugia per sempre. Se avessero cambiato tutte le scene (come affermato dalla Trevisan in seguito al suo essersi sottratta dalle molestie di Caroletti ndr) e lei era protagonista avrebbero dovuto buttare via il film. In quel film mio marito non era produttore, ma attore e non aveva il potere di tagliare scene. Il produttore era Nicolino Matera. Lei aveva tre scene in cui era sordomuta, in una guardava la tv, in altre due passava da un lato all’altro. Quindi altra bugia, non le serviva il coach. A me hanno tagliato cinque scene e la sera dormivo nel letto di Caroletti. Lei ha detto che l’hanno ‘tagliata del tutto dal film’, ma nel film c’era ed è anche sulla locandina. Ha fatto la promozione del film tutta contenta. Poi si è fatta viva dopo con Caroletti: ‘So che fai serate per personaggi televisivi, fammi lavorare che sto divorziando’ ”.