Ho lasciato il porno quando ero all’apice. Avrei potuto guadagnare ancora tanti soldi, diventare famosa a livello mondiale, ma ho voluto lasciare. Per me era solo un passaggio”. Selen non finirà mai di stupirci. Intervistata oramai ogni settimana per parlare della sua vita e carriera, l’ex pornostar ha risposto alle domande rivoltele da Il Giorno. E, inaspettatamente, rispetto alle recenti interviste uscite dopo la pubblicazione del suo libro biografico Da bambina sognavo di volare (Cairo Publishing), eccola tornare più spavalda e generosa rispetto al suo mitico periodo hard. “Ci sono stati tanti lati positivi (nel porno ndr) – ha spiegato Luce Caponegro oggi titolare di un centro estetico in Romagna – Mi ha permesso di sentirmi a posto con la mia fisicità, con il mio corpo. Ho superato i timori di tante donne – e anche uomini – di non essere all’altezza, di non essere abbastanza attraente, di non saper soddisfare il proprio compagno. Prima di cominciare avevo i complessi di tutte le adolescenti”.

Insomma una pornografia non più brutta e cattiva come era sembrato qualche mese fa, ma addirittura rigenerante, equilibratrice e rivoluzionaria. “Ai giovani di oggi non gliene frega niente. Noi invece avevamo un credo. Anche entrare nel porno è stata una forma della mia ribellione. Io sono andata via di casa a 18 anni per andare a vivere nelle comuni sui monti. Ci chiamavano le “zappe selvagge”: sull’Appennino occupavamo i casolari abbandonati, vivevamo dell’orto, delle castagne, della bacche, e capitava anche di fare l’amore libero, ma non necessariamente”. Carriera comunque interrotta volontariamente 18 anni fa. Centinaia di milioni delle vecchie lire guadagnati e spesi, una carriera tv e un paio di film non vietati ai 18 intrapresi anche una certa popolarità, Selen/Luce non ha però mai avuto pigmalioni o padrini a supportarla: “Non ho mai avuto accanto un uomo che mi sostenesse. Ho fatto sempre tutto da sola”, ha spiegato riferendosi al mondo del porno. Mentre in tv l’affermazione ancor più lapalissiana nei giorni delle “molestie” ad ogni angolo di set e studi di produzione: “Non riuscivo a fare il salto di qualità e la ragione era semplice: non ero disponibile. I produttori me lo dicevano esplicitamente: non mi davano la parte perché non mi concedevo”. Insomma, chapeau. E chissà mai, come diceva Franco Califano: “Non escludo il ritorno”.