Patenti, punti ritirati, esami riparatori fatti in corsia preferenziale. Il tutto condito da incidenti stradali. Una storia molto italiana, eppure ha toccato Philipp Achammer, assessore provinciale di Bolzano, nonché presidente del Sudtiroler Volkspartei. Una vicenda che viene resa nota proprio adesso che il Svp, grazie all’approvazione del Rosatellum, incassa una vittoria forse decisiva nel confronto con la comunità di lingua dell’Alto Adige. Tutto comincia nel 2013, come ha rivelato il settimanale di lingua tedesca Ff. Achammer, nato nel 1985, guida la campagna elettorale del Svp e corre per l’Alto Adige a bordo della sua Audi. Le cronache raccontano che il viva voce della macchina fosse rotto e così ci scappa qualche telefonata al volante. Poi, è stato scritto, qualche limite di velocità non rispettato. Così il politico sudtirolese accumula sanzioni. E deve rifare l’esame della patente. Un bel guaio, anche di immagine. Qui comincia il giallo: “Achammer ha deciso di sostenere l’esame da privatista. Così, dopo diversi rinvii, il 6 febbraio 2015 (all’epoca era già assessore provinciale, ndr) è arrivato all’ufficio patenti della Provincia da solo”, raccontano in Provincia. Da solo? “In effetti di solito agli esami abbiamo 10-15 persone”. Allora? “Non siamo verginelle, dai. Accade in tutta Italia se un assessore fa un esame… Lo abbiamo fatto per evitargli imbarazzi. Ma nessun favoritismo sull’esito dell’esame!”. Non è finita: “Achammer ha risposto alle domande, gli errori ammessi erano quattro”. E lui? “Cinque”. Bocciato? Sì e no. Perché salta fuori, e qui gli avversari politici sorridono maliziosi, che due quiz – formulati in italiano – erano mal tradotti in tedesco. “Capitava spesso all’epoca”, giurano in Provincia. Si decide di fare ricorso. Altra stranezza: “L’Ufficio patenti ha inviato il ricorso a Roma”. Non spetta alla persona bocciata? “Sì, è stato un atto di cortesia”. Ma il bello deve ancora venire: “Quel furbacchione”, si lasciano scappare in Provincia, “che in quel momento risultava formalmente bocciato (quindi senza patente) è uscito dall’ufficio, è saltato sulla sua Audi e dopo pochi metri ha tamponato una famiglia tedesca”. Diecimila euro di danni. Ma Achammer aveva o no l’autorizzazione a guidare in quel momento? “Era in una zona grigia…”, allargano le braccia gli uffici. Bisognava capire se dovesse rifare o meno l’esame. Soprattutto se avesse guidato senza patente. “Noi ritenevamo che la vecchia patente fosse valida, ma lui, per non avere favoritismi, ha chiesto di rifarlo”, dicono in Provincia, dove Achammer oggi è assessore. Cosa dice Achammer? Il cronista lo ha cercato ripetutamente, ma non ha ottenuto risposta né alle telefonate, né ai messaggi.

Una vicenda che tocca il Svp proprio nel momento in cui incassa una decisiva vittoria politica con l’approvazione della nuova legge elettorale: “Il Rosatellum consegna l’Alto Adige ai sud tirolesi del Südtiroler Volkspartei, cancellando gli italiani di Bolzano dal Parlamento”, sostiene Michaela Biancofiore (parlamentare del centrodestra). La coalizione Svp-Pd potrebbe portarsi a casa 16 parlamentari su 17 eletti in regione. Un allarme che arriva da voci molto diverse. Oltre a Biancofiore ci sono Riccardo Fraccaro (M5S) e Florian Kronbichler (Mdp). L’accusa: in cambio del sostegno di Svp al governo, il partito altoatesino allarga il proprio già schiacciante potere. Una partita che riguarda il sistema elettorale, ma anche le concessioni autostradali, le Agenzie delle Entrate e perfino i tribunali. “Con il 40% dei voti il blocco di potere Svp (Patt a Trento) e Pd potrebbero portarsi a casa più dell’80% degli eletti. Addirittura forse 16 su 17”, sostengono Biancofiore e Fraccaro. Kronbichler – unico parlamentare di lingua tedesca mai eletto fuori dell’Svp – la spiega così: “Il Rosatellum prevede per il Trentino Alto Adige una norma che pare scritta su misura per Svp. Viene eliminato lo scorporo. Così i voti già conteggiati per il maggioritario vengono riutilizzati per il proporzionale. Non solo: la soglia di sbarramento del 3% a livello nazionale qui viene sostituita per i partiti della minoranza linguistica col 20% a livello locale. Oppure con due collegi vinti per provincia. Requisiti tagliati su misura per l’Svp”. Ma il gioco, sostiene Biancofiore, è ancora più ampio: “L’Svp potrebbe incassare altre partite decisive per mettere definitivamente all’angolo la comunità italiana in Alto Adige”. Si parte dalle autostrade: “Si vorrebbe ottenere il rinnovo della concessione autostradale trentennale alla Autobrennero spa, dove gli enti locali, controllati dall’Svp, fanno la parte del leone. Parliamo di una società che è una cassaforte di potere e di denaro. L’unico ostacolo è l’Europa che chiede che la concessione sia messa a gara”.   E non è finita: “L’Svp – conclude Fraccaro – vorrebbe che anche la gestione delle Agenzie delle Entrate e del personale amministrativo dei tribunali passasse alle Province. In pratica all’Svp. Così il partito sudtirolese, dietro la scusa della tutela della minoranza altoatesina, si preoccupa soprattutto del proprio potere”.