Primo Di Nicola si è dimesso da direttore del quotidiano abruzzese Il Centro. L’ex firma de L’Espresso e de Il Fatto Quotidiano, nel ratificare la sua decisione alla proprietà (una cordata di imprenditori locali, tra cui Luigi Pierangeli, a capo di un gruppo impegnato nella sanità privata), ha invocato la clausola di coscienza secondo l’articolo 32 del contratto nazionale di lavoro giornalistico. Nella fattispecie, si tratta della possibilità di “chiedere la risoluzione del rapporto con diritto alle indennità di licenziamento (trattamento di fine rapporto e indennità di
mancato preavviso) nel caso di sostanziale cambiamento dell’indirizzo politico del giornale. Uguale diritto spetta al giornalista al quale – si legge nel contratto – per fatti che comportino la responsabilità dell’editore, si sia creata una situazione evidentemente incompatibile con la sua dignità”. Interpellato da ilfattoquotidiano.it, Primo Di Nicola ha scelto di non dare ulteriori informazioni per spiegare i motivi delle dimissioni.

Secondo quanto di apprende da alcuni siti locali, le dimissioni sono state comunicate dalla proprietà all’assemblea dei giornalisti. A sostituire il direttore dimissionario sarà l’attuale caporedattore Pietro Anchino, in qualità di direttore pro tempore. Martedì 7 novembre l’assemblea dei giornalisti dovrà esprimersi circa il gradimento per la nuova nomina. Di Nicola ha diretto Il Centro per circa un anno, sin da quando il quotidiano abruzzese è passato dal gruppo Finegil-L’Espresso alla nuova proprietà. Il 6 aprile scorso, la testata pescarese si contraddistinse per un’iniziativa a suo modo storica: in occasione del bimillenario dalla morte del poeta abruzzese Ovidio, Di Nicola decise di pubblicare 6 pagine (e la prima) in latino con un’intervista impossibile all’autore delle Metaformosi. Un’idea che ricevette l’apprezzamento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per Di Nicola, però, non ci sono state solo soddisfazioni. Il 9 aprile, infatti, l’ex direttore de Il Centro è stato vittima di un episodio mai chiarito: alcuni ignoti entrarono nella sua abitazione del centro di Pescara, non portarono via nulla (nonostante la presenza di molti alcuni oggetti di valore), ma lasciarono sul tavolo uno dei pc del giornalista accesso, con lo schermo in bella vista. “Se è un furto siete dei poveracci. Se è una intimidazione avete sbagliato indirizzo” scrisse in quella occasione il direttore. La scorsa estate, invece, Di Nicola fu protagonista di una guerra di carte bollate con l’ordine regionale dei giornalisti, che accusava il direttore di aver pubblicato sul suo giornale una fotografia che ledeva la dignità della vittima di un omicidio. La querelle si chiuse con il Terzo collegio del Consiglio territoriale di Disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio che diede ragione a Di Nicola, archiviando il provvedimento dell’odg regionale contro di lui. Il motivo? La foto in questione “è stata tagliata e presentata in maniera adeguata alla rilevanza sociale della notizia”. Insomma, quello scatto era una notizia.

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