Come emerso già lo scorso 16 ottobre, il governo ha deciso di esercitare la cosiddetta golden Power su Tim. Dopo l’attività istruttoria, si è ritenuto che i cambiamenti intervenuti nella governance di Tim (con la nomina di Amos Genish nella funzione di amministratore delegato, ndr), che hanno determinato il controllo in capo a Vivendi, potrebbero determinare “mutamenti nelle scelte organizzative e strategiche di Tim, rilevanti per il funzionamento, la sicurezza e l’integrità delle reti”, spiega il comunicato del Consiglio dei ministri di oggi, che vede una possibile “minaccia di grave pregiudizio degli interessi pubblici” contemplata nel decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21.

L’istruttoria sul caso si era conclusa individuando elementi strategici per la sicurezza nazionale in un paio di controllate da Tim: Telecom Sparkle, che gestisce cavi internazionali e sottomarini, e Telsy, che garantisce la riservatezza delle comunicazioni di tablet e telefonini delle cariche istituzionali. La stessa azienda aveva fatto sapere in cosa consiste la richiesta del governo già lo scorso 16 ottobre. Tim, Sparkle e Telsy dovranno ciascuna “rilasciare la delega delle funzioni relative alle attività aziendali rilevanti per la sicurezza nazionale ad un componente del loro Consiglio di Amministrazione che sia cittadino italiano, sia munito di Nulla Osta di Sicurezza, e sia ritenuto per tale incarico idoneo dal Governo”. Ciascuna delle società “dovrà fornire preventiva informazione in merito ad ogni decisione che possa ridurre o cedere capacità tecnologiche, operative, industriali nelle attività strategiche”, spiegava l’azienda in una nota. Il Governo, con un suo comunicato, sottolineava che “tra le prescrizioni di carattere generale, alcune riguardano il mantenimento stabile sul territorio nazionale delle funzioni di gestione e sicurezza delle reti e dei servizi e delle forniture che supportano attività ‘strategiche’ e ‘strategiche chiave'”.

Oggi il Governo spiega che, essendo considerata “sussistente” la “minaccia di grave pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti, è stato quindi disposto l’esercizio dei poteri speciali mediante l’imposizione di specifiche prescrizioni e condizioni, nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza”.

In particolare, sono previste prescrizioni e condizioni destinate all’adozione di adeguati piani di sviluppo, investimento e manutenzione sulle reti e sugli impianti, necessari ad assicurarne il funzionamento e l’integrità, a garantire la continuità della fornitura del servizio universale e a soddisfare i bisogni e le necessità di interesse generale nel medio e lungo termine, nonché a realizzare adeguate misure di natura tecnica ed organizzativa di gestione dei rischi, volte a garantire l’integrità e la sicurezza delle reti, nonché la continuità e la fornitura dei servizi. Tim “è tenuta a comunicare preventivamente qualsiasi variazione e riorganizzazione degli assetti societari di Tim e delle società dalla stessa, direttamente o indirettamente, controllate, nonché qualsiasi piano di cessione o alienazione di attivi strategici o delibere del Consiglio di Amministrazione, rilevanti per l’eventuale impatto sulla sicurezza, la disponibilità e il funzionamento delle reti e degli impianti, nonché sulla continuità del servizio universale”.