Sinora, noi europei abbiamo assistito agli sviluppi della guida autonoma stando un po’ alla finestra: tutto avviene oltre oceano, sulla costa Ovest degli Stati Uniti o, al limite, in Giappone. Gli unici luoghi dove, in determinate aree geografiche, si possono trovare effettivamente in azione veicoli senza conducente che si fanno… “le ossa”. Ma il quadro potrebbe presto cambiare, come precisa il sito Automotive News che ne dà notizia. A farsi avanti è proprio il Portogallo, che sta pianificando specifiche zone – adattando per esse la corrente legislazione – per consentire sviluppo e prove sul campo di tecnologie a guida autonoma, ivi compresi i droni. Lo scopo è quello di attrarre investimenti di settore, a beneficio dell’economia locale.

Potrebbe dunque partire forse una sorta di “corsa” al nuovo oro (gli investimenti stranieri), poiché sono ancora poche le aree geografiche dove si possono testare apertamente sul campo queste nuove tecnologie. Di queste, praticamente quasi nessuna in Europa. Giusto in Gran Bretagna, ad esempio, Amazon sta già effettuando prove speciali di consegna, mentre altre attività si svolgono inevitabilmente Oltre Oceano. Proprio l’adeguamento della legislazione appare un elemento cardine della sperimentazione sul campo, poiché se da un lato serve poter impiegare questi sistemi autonomi sul campo, dall’altro i divieti non solo sono estesi, ma addirittura crescono: nello stesso Portogallo, quest’anno è stato proprio limitato l’impiego dei droni per motivi di sicurezza pubblica, mentre parallelamente gli Stati Uniti giusto la scorsa settimana hanno approvato un piano di espansione delle zone dove poter sperimentare l’attività dei droni.

Eppure la tecnologia non si ferma, nemmeno in Europa dove proprio il Portogallo potrebbe ritrovarsi in una posizione di primo piano sotto questo aspetto. Nel paese, ad esempio, è consolidata la Veniam, tra le principali società high-tech, nonché sviluppatrice ad esempio delle reti wireless per i trasporti pubblici, con il progetto di poter utilizzare queste conoscenze sui veicoli autonomi.

Quest’anno Mercedes-Benz ha aperto un centro digitale a Lisbona, che prevede lo sviluppo di tecnologie autonome di veicoli, mentre Volkswagen dispone di un grande impianto di assemblaggio in Portogallo. Il Paese potrebbe inoltre garantire le giuste premesse per una possibile fabbrica europea, che sta considerando di costruire Tesla Motors; qui, tra l’altro, si trova una delle più grandi riserve di litio in Europa. Negli ultimi anni il Portogallo ha registrato infine un forte aumento delle start-up tecnologiche, aiutato dal basso prezzo delle proprietà immobiliari, dalla disponibilità di ingegneri e dal ridotto costo della manodopera a seguito della crisi del debito negli anni 2011-2014.