Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che non ha bisogno di aspettare stasera per sapere che l’Inter vincerà a Verona. Altre considerazioni.

1. I campioni fanno come Higuain. Prendono sulle spalle la loro squadra. La stimolano quando soffre. E si inventano due reti straordinarie. Neanche un mese fa era in difficoltà, ora è è il condottiero di una Juve mai sazia di scudetti. La Juve è molto più forte del Milan, ma sabato l’ha vinta Higuain da solo. E l’azione del secondo gol è un capolavoro.

2. Per dirla con Spillo Altobelli, questo Napoli continua a volare “come un carro armato a vele spiegate”, ma dieci vittorie e un pareggio non sono stati sufficienti a creare il vuoto. L’Inter è solo a -2, Juve e Lazio a -3, Roma (se vince con la Samp) a -4. Il livello delle prime cinque è semplicemente sovrumano. Il Che Gue Sarri lo sa bene: lavorare stanca. La vita è dolore. E la rivoluzione non russa.

3. Di Francesco è uno strano zemaniano, almeno con la Roma. Miglior difesa della serie A e terzo 1-0 consecutivo: un’andatura da Capello, più che da Zeman. E a Roma conoscono bene entrambi. Vincere contro la Samp, che in casa ne ha vinte 5 su 5, non sarà facile. Ma Eusebio, in un ambiente bello ma complicato, se la sta cavando assai bene.

3 bis. Tutto questo, a pensarci bene, è comunque irrilevante: la vera notizia è che Di Francesco è sempre più uguale ad Eric Clapton nell’Unplugged del ’92. Anche se la sua versione di Layla, con Dzeko al basso, Gasparri al banjo e Perotti alla batteria, sabato non mi ha convinto.

4. Quanto è bella la Lazio: sei vittorie consecutive, che diventano otto comprendendo l’Europa League. Sin qui ha sbagliato solo l’esordio con la Spal e la partita col Napoli (ma prima degli infortuni stava giocando alla pari). La squadra è sicura di sé, piacevolmente spavalda e se recupera appieno Nani può lottare fino alla fine per il quarto (forse terzo) posto. La Lazio è così forte da sopravvivere perfino a Lotito: che meraviglia che ha creato Inzaghi.

5. Il Milan ha codificato un nuovo genere nei big match: “la sconfitta giocando benino”. E’ successo con la Roma, con l’Inter e ora con la Juve. La squadra ricorda sempre più le versioni più irrisolte della Viola di Montella (appunto) e Paulo Sousa: corre, frulla, tiene palla. E’ onesta, diligente. Ma non tira mai. E quando tira non segna. Mentre gli altri, con un Donnarumma che non fa più miracoli, segnano al primo tiro e nel miglior momento rossonero.

6. Nel Milan, che (derby a parte) implode non appena va in svantaggio, sono sempre più evidenti due problemi. Il primo è Biglia: tatticamente è stato l’acquisto più importante, ma sin qui sta giocando al 20%. Il secondo è Kalinic: lento, macchinoso, sempre in ritardo. La traversa è più colpa sua che merito di Buffon: stoppa male e a quel punto, in equilibrio precario, spara sul legno. Montella non lo toglie mai. E usa sempre poco André Silva. Mah.

6 bis. Senz’altro c’è anche la sfortuna (la traversa di Kalinic). E senz’altro, dopo l’abominio con la Sampdoria, qualcosa è migliorato. Se però perdi tutti gli scontri diretti, vuol dire che al massimo vali la sesta posizione (o settima, perché con la Samp le hai prese). Nonostante gli undici acquisti.

7. Continua il brutto momento per i tifosi granata: ieri il Toro ha vinto, quindi Farinacci Mihajlovic tocca tenerselo un altro po’.

8. Del Neri, che non ride dal ’76, esce dal pantano con la seconda vittoria consecutiva. Il pantano sta invece inghiottendo sempre più un Genoa sconcertante. Atalanta umorale in campionato: l’Europa League, quando non ci sei abituato, succhia tante energie. Se lo ricorda bene il Sassuolo, che continua a barcamenarsi con fatica. Si rialzano Spal e Crotone. Benevento malinconico, Verona sempre più giù. Nagatomo Pallone d’oro, Gozi nuovo Churchill.

9. Ieri ho visto in anteprima il film Borg McEnroe. Solo che Travaglio mi ha girato la versione sbagliata, quella prodotta da YouDem con Borg interpretato da Giachetti e McEnroe da Orfini. Francamente pensavo meglio.

10. Dopo la sconfitta con il Crotone, la Fiorentina sta pensando di affidare la squadra a Nardella. In quel caso lo seguirei come vice-allenatore e questa rubrica andrebbe in appalto a Claudio Cerasa. Vi terrò aggiornati.