Un campo lungo con due figure umane fuori fuoco sullo sfondo. Una sinistra siringa, tenuta in mano da una donna, che finisce a fuoco in dettaglio. L’ago che buca il braccio di un anziano. Poi ecco il cinegiornale con la morte del vecchio magnate della ristorazione, il greco Leonides, e l’arrivo di una “cliente” nell’ufficio del detective privato Hayword. Una persona già conosciuta dall’uomo: la signorina Leonides… Inizia così Mistero a Crooked House, il film diretto da Gilles Paquet-Brenner (Dark Places), tratto da uno dei due romanzi di Agatha Christie che la celebre scrittrice inglese amava di più. Ambientato nella campagna londinese nell’autunno del 1947, il film distribuito dalla Sony (in Italia da Videa) è uno dei classici racconti alla Christie che inizia proprio con l’esposizione dell’atto dell’omicidio per poi delineare i possibili sospetti e i moventi. Nessuna Miss Marple o Hercule Poirot, infine, per un film che pone al centro invece la coralità di una trasposizione cinematografica polifonica che avrebbe dovuto essere diretta dal redivivo Neil LaBute, e con protagoniste Julie Andrews e Gemma Arterton, ma che si è dovuta “accontentare” di Gillian Anderson e Glenn Close. Il titolo “Crooked House” si rifà ad una filastrocca per bambini “There was a croocked man”.