Energico, spontaneo, non le mandava a dire. Verace, si dice in questi casi. Il giornalista sportivo Gino Bacci è morto a 80 anni, ne avrebbe compiuti 81 a dicembre. Era ricoverato all’ospedale di Monza da due settimane, dov’era stato ricoverato per un infarto. Bacci è stato a lungo il decano dei giornalisti di Tuttosport, quotidiano dal quale fu assunto nel 1966. Livornese ed orgoglioso di esserlo, non aveva mai perso il suo accento trascinato e il carattere che riusciva a essere focoso e bonario insieme. C’è perfino chi lo “accusa” che proprio perché era di Livorno, allora i livornesi erano intoccabili. E infatti tra i primi a salutarlo, su Twitter, è stato Massimiliano Allegri, l’allenatore della Juventus. “Addio a Gino Bacci, pioniere del giornalismo sportivo – ha scritto Allegri – Un vanto per la nostra #Livorno”. Il primo a dare la notizia della morte di Bacci, invece, era stato Fabio Ravezzani, conduttore di molti programmi televisivi che lo vedevano protagonista. “Purtroppo è una notizia che non avrei mai voluto darvi. Gino Bacci non ce l’ha fatta. Ci ha lasciati stamane. Il mio dolore è immenso”. Dolore espresso anche da Sandro Sabatini, conduttore di MediasetPremium: “Ho avuto la sua guida nei miei anni a @tuttosport. Gli sono stato riconoscente”. “Un caro saluto” anche dall’ex giornalista della Gazzetta, ora a SkySport, Paolo Condò che definisce Bacci “allegro compagno di viaggio di noi ragazzi dell’epoca”.

.Su youtube si rincorrono i video con alcune intemerate contro i giocatori “debosciati” che si circondano di “droga e mignottame” e anche qualche scivolone quando si disse dispiaciuto che si chiudeva una puntata di un programma di cui era ospite con un “frocio” (segnatamente la trans Efe Bal). Il primo a lanciarlo in tv fu, nel suo processo, Aldo Biscardi. Memorabile per molti un duello, al Processo in quel periodo in onda su Telepiù, tra Bacci e Maurizio Mosca.

Gino Bacci era nato a Livorno nel 1936. Iniziò a studiare in provincia di Pisa, dove la famiglia livornese (come tante) era sfollata. Cominciò a lavorare per il Tirreno il giornale della sua città. Poi il trasferimento a Torino, a Tuttosport, dove più tardi sarà caporedattore. Come inviato seguì i Mondiali dal Germania Ovest 1974 al Stati Uniti 1994E’ qui che acquista grande notorietà, aumentata come opinionista in trasmissioni tv prima per la Rai, in particolare nel Processo di Biscardi, e poi come ospite nelle trasmissioni televisive di Telelombardia, Antenna Tre e Top Calcio 24. Ai “suoi” livornesi, pochi anni fa, aveva dedicato un libro, I grandi di Livorno, che è un elenco approfondito di 428 personaggi illustri della sua città: da Modigliani e Mascagni fino ai 114 sportivi (Nedo Nadi, Armando PicchiPaolo Bettini)