È morto stamattina, 8 ottobre, a Roma Aldo Biscardi, giornalista e conduttore televisivo che ha inventato il programma sportivo Il processo del Lunedì. Lo conferma la famiglia. Biscardi, nato a Larino (Campobasso), avrebbe compiuto 87 anni tra poco più di un mese. Era ricoverato da qualche settimana al Policlinico Gemelli, assistito dai figli Antonella e Maurizio. Da tempo aveva lasciato il piccolo schermo, dove debuttò nel 1979.

Laureatosi in Giurisprudenza, la carriera di Biscardi vira presto in direzione del giornalismo. Comincia a collaborare con Il Mattino di Napoli e poi con il Paese Sera di Roma, dove inizia ad occuparsi di sport. Come inviato speciale viaggia in tutto il mondo per seguire eventi sportivi internazionali, come i mondiali di calcio che il conduttore ha seguito dal 1958 ad oggi. Nel ’79 entra in Rai, dove arriva a essere vicedirettore del Tg3. Nel 1980 lancia il programma per cui diventerà celebre, Il processo del Lunedì, con dibattiti calcistici soprattutto sul campionato di serie A. Biscardi ne cura l’ideazione e la realizzazione, per poi condurlo dall”83 fino ad oggi. La stagione di quest’anno, in onda da metà settembre su 7Gold, è la prima a non essere condotta dal giornalista: al suo posto c’è l’ex velina Giorgia Palmas, mentre a firmare il programma sono i figli del giornalista.

Era il 1993 quando Silvio Berlusconi telefonò in diretta al Processo per tuonare contro Biscardi. “La vostra è una trasmissione ignobile. Io mi sono stufato di certi nipotini di Stalin… Siete professionisti della mistificazione“, gridò il presidente della Fininvest al conduttore, che aveva annunciato l’interrogatorio di Berlusconi di fronte alla pm Maria Cordova nell’ambito del cosiddetto “piano delle frequenze” derivato dalla legge Mammì. Dopo quell’episodio il giornalista lasciò la Rai per passare a Tele+ con il nuovo Processo di Biscardi, che poi trasferì, sempre con la stessa fortunata formula, su altre emittenti. Tanto che la sua creatura vanta il record di longevità certificato dal Guinness dei primati, che già nel 2013 ne ha riconosciuto 33 edizioni consecutive con lo stesso conduttore. Biscardi viene a mancare nell’anno dell’esordio nel campionato di serie A del Var, quella “moviola in campo” che lui aveva sempre sostenuto come sistema necessario per aiutare gli arbitri grazie alle tecnologie disponibili.