Corsi e ricorsi per Roberto Formigoni: la bella vita, questa l’ipotesi dell’accusa, in cambio di favori. L’ex governatore della Lombardia condannato a 6 anni per corruzione sarà nuovamente imputato per lo stesso reato. E infatti la storia come nel caso Maugeri si ripete secondo la procura di Milano: orologi, spese per viaggi tra il Sudafrica e la Croazia e il noleggio di jet e barche e contanti per un totale di 400mila euro: tangenti, questa la convinzione del pm Eugenio Fusco, in cambio dell’assegnazione di appalti a un’impresa. Il senatore di Alternativa Popolare è stato rinviato a giudizio dal gup di Milano Alessandra Del Corvo. Insieme a lui, sono stati rinviati a giudizio anche l’ex sottosegretario alla Presidenza della Regione Paolo Alli e l’ex direttore generale della sanità lombarda Carlo Lucchina. Tra gli imputati c’è anche l’ex dg dell’ospedale di Cremona Simona Mariani, ma gli atti sulla sua posizione sono stati trasmessi per competenza territoriale a Cremona. Il processo inizierà il prossimo 15 gennaio davanti alla X sezione penale di Milano.

Cuore del processo i rapporti tra Formigoni e l’uomo considerato intermediario: l’ex consigliere lombardo Massimo Gianluca Guarischi. Quest’ultimo è stato già condannato a 5 anni in appello per corruzione per aver favorito Giuseppe Lopresti, titolare della Hermex Italia, in una serie di appalti per la fornitura di attrezzature sanitarie agli ospedali lombardi, in cambio di tangenti. Proprio nelle motivazioni della sentenza d’appello i giudici avevano sottolineato la posizione di Formigoni. Per i magistrati della corte d’Appello di Milano c’è la “prova documentale del fatto che Guarischi ha sostenuto in modo non occasionale spese molto significative in favore di Formigoni pagando, anche nel corso del 2011, viaggi, cene, assicurandogli l’impiego di autovetture e persino il noleggio a lui dedicato di un aeroplano, elementi che connotano obiettivamente” il rapporto tra i due “in termini clientelari”.

Nelle motivazioni della conferma della condanna a carico di Guarischi la II sezione penale d’Appello (giudici Piffer-Puccinelli-Galli) riguardo ai rapporti tra Guarischi e Formigoni (che non era imputato in questo processo, ndr scriveva: “Senza potersi affermare che le spese che Guarischi sosteneva rappresentassero per chi ne beneficiava il prezzo della corruzione (secondo una modalità di corresponsione della tangente che la più recente esperienza giudiziaria porta con sempre maggior frequenza a registrare) ma fossero solo il segnale di un rapporto di amicizia di tipo clientelare, tale rapporto non offre una credibile chiave di lettura degli accadimenti”. E ciò si evince, spiegava ancora la Corte, dagli “interventi ‘di favore’ che i pubblici ufficiali hanno realizzato in adesione agli interessi di cui Guarischi era portatore”. Dalla Regione, proseguiva la Corte, “sono uscite infatti, ripetutamente, informazioni che hanno influenzato l’esito delle procedure e che si sono tradotte in un sicuro vantaggio commerciale e strategico per Hermex”. I giudici del “contesto relazionale” tra Formigoni e Guarischi evidenziavano il “trascorrere di serate e di vacanze” assieme, la “frequentazione con cadenza almeno settimanale” da parte dell’ex consigliere dell’ufficio in Regione di Formigoni e “contatti telefonici particolarmente intensi anche con i suoi segretari e assistenti”.

“È un processo ancor più infondato del primo e totalmente privo di qualunque riscontro – dice Formigoni -. Basti dire che l’imprenditore che avrei favorito non ha concluso alcun affare con Regione Lombardia. E i viaggi che avrei avuto in dono – ha aggiunto -, sono stati da me personalmente e integralmente pagati come risulta inoppugnabilmente da bonifici e assegni provenienti dal mio conto corrente e che sono noti alla Procura”.