Impazziranno le bilance, gioirà (forse) chi ci sale ogni mattina per pesarsi. Nella speranza che gli esperti rivedano al rialzo il peso del chilogrammo. Già, perché dal 2019 un chilo non peserà più un chilo. L’ha stabilito l’Istituto internazionale pesi e misure, che ha deciso di rinnovare lui e le altre unità di misura fondamentali. La trasformazione non è da poco: d’ora in poi i pesi saranno definiti sulla base di costanti della fisica, anziché di definizioni astratte.

Il loro destino, annunciato da tempo, è stato deciso nella riunione dell’Istituto che prosegue fino a domani a Sèvres, fuori Parigi, dove ha sede l’organizzazione. Si tratta dell’incontro preliminare in vista della Conferenza generale sui pesi e le misure in programma per il novembre dell’anno prossimo, mentre le nuove definizioni sono attese per maggio 2019.

L’importanza dell’introduzione del nuovo sistema la spiega l’italiano Giovanni Mana, dell’Istituto nazionale di Ricerca metrologica, che ha contribuito al procedimento di ridefinizione insieme al direttore scientifico dell’Inrim Maria Luisa Rastello: “Attualmente alcune definizioni, in particolare quella del chilogrammo, sono basate su artefatti materiali, anziché su costanti fisiche, e questi non sono affidabili su scale di tempo molto lunghe”.

Quella in corso è la più grande ridefinizione del sistema internazionale delle unità di misura dalla sua fondazione, avvenuta quasi 60 anni fa. Oltre al chilogrammo,  cambiano anche l’ampere, che misura la corrente elettrica, il kelvin, che definisce la temperatura, e la mole, che si riferisce alla quantità di sostanza. L’obiettivo è rimpiazzare gli attuali sistemi che definiscono le quattro unità con costanti fisiche universali  riproducibili da tutti, in modo da rendere accessibile la misurazione precisa ai laboratori di tutto il mondo, con ricadute non solo per la ricerca, ma anche per l’industria.

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