Tra gli addetti ai lavori c’è chi vede nella prestazione della Ferrari a Monza, in ottica mondiale, un disastro senza possibilità di recupero e chi invece crede ancora che la partita sia tutta ancora da giocare. Certamente, il divario di soli tre punti di distacco in classifica piloti, non è certo tale da dar vita a un dramma, ma è pur vero che le prestazioni mostrate dalla Mercedes al Gp d’Italia, lasciano perplessi e fanno pensare.

Un terzo posto di Vettel che potrebbe essere il classico esempio di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Visto come si era messa la situazione sabato 2 settembre, certo c’è da sorridere, per la corsa iridata, invece, non c’è da sorridere ed essere allegri.

Spa e Monza, si sapeva, erano tracciati ideali per la Mercedes, i prossimi lo sono forse un po’ meno. D’ora in poi, probabilmente, non si incontreranno più tracciati dichiaratamente favorevoli alle frecce d’argento, ma la Ferrari, se vorrà ancora sperare nel titolo piloti, dovrà portare in pista degli aggiornamenti, in particolar modo motoristici, che dovranno ridurre il gap che ora, più che mai, è evidente.

La stessa Ferrari sa di non essere con la sua Power Unit prestazionalmente dietro alla Mercedes e la scelta di ridurre drasticamente il carico aerodinamico della sua SF70-H lo dimostra chiaramente. Questo però non ha pagato, anzi, ha solo finito di danneggiare ulteriormente la Rossa che in qualifica ha dato vita a una prestazione da dimenticare, mentre in gara l’ha allontanata ancor di più dalla Mercedes, ripresa, addirittura, e sorpassata, nel caso di Raikkonen anche da Ricciardo. Senza penalità la Red Bull cosa avrebbe potuto fare? Meglio non pensarci…

Per il momento è meglio che a Maranello raccolgano i cocci di una pesante sconfitta casalinga e si concentrino sulle prossime tappe del campionato. Serve una ripresa importante, servono aggiornamenti e sviluppi, nelle ultime stagioni sono mancati, però quest’anno sembra che qualcosa sia cambiato. Da inizio anno si sono viste scelte, a volte, anche audaci e coraggiose in campo aerodinamico e non solo. Bisognerà vedere se la stessa audacia e lo stesso coraggio verranno utilizzati anche nel resto della stagione. Siamo al rush finale e se i prossimi aggiornamenti tecnici daranno i frutti sperati, potremmo assistere a un finale mondiale entusiasmante… chissà, anche se i musi lunghi visti a Monza, certo, sono di certo un brutto presagio.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Gp Monza, Marchionne: “Oggi differenza imbarazzante, mi stanno girando un po’ le balle”

next
Articolo Successivo

Formula 1, perché la amerò oltre ogni cambiamento

next