“Se parlo di Napoli, meglio che stia zitto. Se parlo di infiltrazioni mafiose al Nord, meglio che parli di Napoli. Se parlo di riciclaggio a Londra, meglio che parli di Italia. Se parlo di una parte politica, ma non parli mai degli altri? Più mi invitate al silenzio, più capisco di colpire nel segno, di centrare il bersaglio”. Inizia così il lungo post pubblicato su Instagram da Roberto Saviano ad accompagnare un’immagine piuttosto eloquente, il dito medio. Lo scrittore continua con un invito a chi lo critica: “Se poi vi infastidiscono le mie parole, vi do un consiglio, state alla larga da qui. Non sarà insultando che mi ridurrete al silenzio”, scrive.

Se parlo di Napoli, meglio che stia zitto. Se parlo di infiltrazioni mafiose al Nord, meglio che parli di Napoli. Se parlo di riciclaggio a Londra, meglio che parli di Italia. Se parlo di una parte politica, ma non parli mai degli altri? Più mi invitate al silenzio, più capisco di colpire nel segno, di centrare il bersaglio. E poi c’è chi è convinto che io non capisca ciò che accade perché non vivo più a Napoli, perché non vivo più in Italia. Vivrei, invece, come dice un senatore di Ala, in un attico a Manhattan. Triste constatazione: alla politica si dà ormai credito solo quando diffonde bufale. Ed ecco quindi un messaggio chiaro e inequivocabile per chi mi insulta: mi dispiace, perdete il vostro tempo. Continuerò a studiare, ad analizzare, a mettere insieme tasselli e a farne un racconto comprensibile (soprattutto) per i non addetti ai lavori. Perché è questo il mio obiettivo: condividere ciò che imparo. A volte mi dite che non è abbastanza… certo, non è abbastanza se non ci si mette in gioco tutti, quotidianamente. Conoscere e capire per agire. Se poi vi infastidiscono le mie parole, vi do un consiglio, state alla larga da qui. Non sarà insultando che mi ridurrete al silenzio.

Un post condiviso da Roberto Saviano (@robertosaviano_official) in data:

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

William e Harry, il racconto dell’ultima telefonata con Diana: “Un ricordo duro da affrontare”

next
Articolo Successivo

Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, il settimanale Spy: “Lui geloso per la svolta sexy di lei. Che Bobo Vieri sembra apprezzare…”

next