Le reazioni internazionali alla morte del premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo, fino a pochi giorni fa in carcere per “incitamento alla sovversione del potere dello Stato”, irritano Pechino. La Cina, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang, ha presentato protesta formale contro tutti quei paesi che hanno espresso quelli che definisce “commenti inappropriati” sulla vicenda. Geng ha precisato che la misura è stata presa contro “Stati Uniti, Germania, Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e altri”.

Il funzionario ha aggiunto che il Nobel è stato assegnato “contro i principi e in modo blasfemo rispetto al premio stesso” perché “il premio dovrebbe essere assegnato a chi promuove la pace” mentre, appunto, Liu era stato condannato nel 2009 a 11 anni di carcere per la sua Carta 08, manifesto contro il partito unico. Secondo l’establishment cinese, è il sottinteso, questo avrebbe dovuto escluderlo dalla lista dei papabili per il premio.

Quanto a Liu Xia, la moglie, che si trova ai domiciliari, il suo caso “sarà trattato in conformità con le leggi cinesi”. ha detto Shuang ribadendo l’invito “a paesi terzi a on interferire nelle vicende interne della Cina” dopo che da Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia e Taiwan è arrivato l’appello a liberare la donna.

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