Alessandro Pelliccia, disabile residente a Subiaco, paesino in provincia di Roma, doveva prendere un bus per Frosinone. Purtroppo ha dovuto rimandare il viaggio perché non tutti i mezzi della Cotral, l’azienda di trasporto pubblico regionale, sono dotati della pedana necessaria per consentire l’accesso alle persone con disabilità.

Eppure i bus “sono nuovi di zecca – sottolinea Alessandro – hanno poche settimane di vita, appena acquistati, ma evidentemente l’azienda non ha tenuto conto delle necessità delle persone con disabilità”. Le cose non stanno proprio così, il problema è a monte. Non esiste infatti nessuna norma che obblighi le aziende del trasporto pubblico extraurbano a dotare la totalità dei propri bus nuovi di pedana per disabili. La Cotral, contattata da ilfattoquotidiano.it, ha spiegato che ha “acquistato 360 bus nuovi di cui il 20% è attrezzato di pedana”. Comunque “l’azienda garantisce a tutti gli utenti che ne fanno richiesta preventivamente, tramite prenotazione, la possibilità di accedere a bordo di autobus adeguatamente equipaggiati”.

Una pratica che Alessandro conosce bene: “Da sempre mi prenoto prima se ho necessità di andare a Roma o altrove – spiega – visto che non posso pretendere che bus vecchi siano tutti attrezzati per trasportare disabili. Ma è inaccettabile che debba fare lo stesso anche quando la tratta è coperta da autobus nuovi di zecca. Anche perché cosa vuole dire prenotarsi? Io non posso decidere all’ultimo momento di prendere un autobus e andare da qualche parte?”

Una pratica che, nonostante non violi alcuna normativa, risulta discriminante nei confronti dei disabili che, al contrario dei normodotati, devono decidere con largo anticipo cosa fare e dove andare. 

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