Adoro Julian, è un grande uomo”. A dirlo è Pamela Anderson che, dopo mesi di indiscrezioni sui tabloid, dà la conferma sulle pagine di Vanity Fair: lei e il cofondatore di Wikileaks Julian Assange stanno insieme. Gli indizi c’erano tutti: si sono incontrati la prima volta – grazie alla stilista e attivista inglese Vivienne Westwood – all’ambasciata ecuadoregna di Londra, dove lui vive per evitare non solo l’estradizione negli Stati Uniti, che lo attendono per un processo per spionaggio, ma anche quella in Svezia, che invece lo accusa di violenza sessuale nei confronti di due donne.

Accuse a cui la bagnina di Baywatch non crede neanche un po’. “Non ci sono prove, a parte un preservativo rotto”, spiega lei, che a febbraio negava qualunque coinvolgimento sentimentale con Assange. “È una montatura per estradarlo verso gli Stati Uniti, che vogliono distruggerlo”. È tutto un complotto, insomma, ed è per questo che chiede “per lui l’asilo in Francia, come lo chiedo per tutti i rifugiati politici”. “Sarebbe un sogno – aggiunge la Anderson – se si potesse riunire con la sua giovane famiglia in Francia”. L’ultimo figlio di Assange, infatti, è francese.

“L’Onu ha dichiarato per due volte la sua situazione illegale e non è cambiato nulla”: promette battaglie, la 49enne Pamela. Vuole aiutare i rifugiati di tutto il mondo, e tra qualche giorno sarà a Calais “con un camion di marche sportive e molti palloni per giocare a calcio”, perché “a questa gente manca di tutto”. E non ha dubbi: “Quella per i diritti dell’uomo è una guerra romantica che voglio combattere con Julian”.

Tra una battaglia per i diritti civili e l’altra, Pamela trova il tempo di comporre poesie per il suo nuovo amore. Ne ha infatti pubblicate diverse sul suo blog: nell’ultima, datata 4 maggio, tra metrica discutibile e sviste ortografiche, l’attrice/attivista/poetessa parla di abusi e di femminismo, difendendo strenuamente Assange da qualunque accusa di violenza sessuale. In una poesia pubblicata a fine aprile invece invita il presidente americano Donald Trump e la premier britannica Theresa May a ispirarsi a lei e Assange per una “relazione speciale”. E la Francia, la sua meta dei sogni? “Può unirsi per una cosa a tre“.

 

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