Il referendum sull’abrogazione dei voucher fissato per il 28 maggio non si terrà. Era già certo dopo che il Senato, il 19 aprile scorso, ha approvato il decreto del governo che cancella i buoni lavoro e ripristina la responsabilità solidale negli appalti proprio allo scopo di disinnescare la consultazione referendaria promossa dalla Cgil. Ora è arrivata la conferma definitiva da parte dell’Ufficio Centrale della Suprema Corte di Cassazione, che ha sospeso con effetto immediato le operazioni relative ai referendum che riguardavano “l’abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e “l’abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio“.

Il decreto legge del governo, passato prima alla Camera e poi al Senato senza modifiche, sancisce infatti la soppressione dei tre articoli del Jobs Act (48, 49 e 50) che avevano recepito la normativa precedente sui buoni lavoro con alcune modifiche, ma anche la cancellazione di tutte le norme che avevano abolito la responsabilità solidale tra committente e appaltatore nei confronti dei lavoratori. Proprio ciò che avrebbe dovuto essere oggetto dei due quesiti.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Innse, la commemorazione degli operai che non fecero ritorno dai lager nazisti

next
Articolo Successivo

Privacy: che fine fanno i dati personali dei dipendenti dentro a email e smartphone aziendali?

next