“Qui il lavoro manca anche perché lo Stato non contribuisce”. I giovani oggi in marcia a Locri prendono le distanze dalla scritta “don Ciotti Sbirro” comparsa sul muro del vescovado all’indomani della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Sono state delle offese rivolte al nostro territorio”. E ancora: “Sono manifestazioni contro le persone oneste di Locri. La ‘ndrangheta sta cercando di distrarci dalla lotta che stiamo facendo. Vogliono usare il lavoro per pretesto”.

“Qua non abbiamo mai avuto lavoro abbondante. – dice un signore a margine del corteo – Non parliamo di ‘ndrangheta, qui ci sono persone perbene. Conosco i mafiosi ma non so che hanno fatto”. I morti? “Non li ho visti”. E infine un anziano che ha definito la manifestazione di oggi “una grossa cosa. Però domani è finito tutto. Le scritte sui muri rimangono scritte, le parole rimangono parole. Non è la ‘ndrangheta che toglie il lavoro, ma il governo perché non c’è giustizia né penale né sociale”. 

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