Utilizzavano carte di credito o conti correnti on-line di persone completamente ignare per acquistare i voucher Inps e distribuire così a falsi “prestatori d’opera occasionali” i guadagni della loro truffa, in tutto circa un milione e mezzo di euro. Il gruppo criminale dei “furbetti del voucher” è stato smantellato all’alba di giovedì mattina dai finanzieri del Nucleo speciale frodi tecnologiche, in collaborazione con la Polizia Postale.

Dopo aver acquisito i dati finanziari sensibili delle loro vittime, i truffatori facevano confluire le somme sottratte su portafogli elettronici intestati a finti “datori di lavoro“. Poi li utilizzavano come veri e propri conti correnti e si spartivano i soldi facendoli figurare come pagamenti per lavori occasionali a persone regolarmente registrate presso l’Inps e titolari della carta PostePay dell’Istituto di previdenza.

I finanzieri e i poliziotti hanno eseguito, in provincia di Frosinone e Napoli, dodici decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma al termine di un’indagine durata circa due anni. In base alle informazioni raccolte, sono centinaia le vittime in tutta Italia che involontariamente hanno ceduto i loro dati sensibili ai truffatori. Il gruppo criminale utilizzava la tecnica del ‘phishing‘ o dello ‘smishing‘, cioè l’invio di decine di migliaia di sms che offrivano buoni carburante, ricariche telefoniche o altro, utilizzando loghi e marche di aziende ben note. Le vittime inserivano i dati delle loro carte di credito o del loro conto corrente per usufruire delle presunte offerte e venivano così frodate.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Tomaso Staiti di Cuddia è morto: è stato il “Barone nero” della destra radicale

prev
Articolo Successivo

“Questa è la mia terra, non voglio abbandonarla. Voglio ricostruirla”, i terremotati cantano Teramani’s karma: “Gabbani aiutaci tu”

next