Un complice di Anis Amri, autore della strage di Berlino ucciso a Sesto San Giovanni il 23 dicembre, è stato arrestato in Germania. L’uomo, 40 anni, è sospettato di essere “un presunto contatto” dell’attentatore, visto che il suo “numero di telefono era nello smartphone” di Amri ritrovato dagli investigatori. Le forze dell’ordine tedesche hanno perquisito l’abitazione e i negozi del sospettato nella zona di Tempelhof, sud di Berlino, secondo quanto riferisce lo Spiegel. L’uomo fermato è di origini tunisine, come Amri. “Ulteriori indagini suggeriscono che potrebbe essere coinvolto nell’attacco – si legge nella nota della procura federale – per questo è stato temporaneamente arrestato”.

Gli investigatori che indagano sull’attentatore ritengono “fondamentale” il ritrovamento del suo cellulare, lasciato poco lontano dal tir utilizzato per compiere la strage a Berlino. Gli investigatori italiani e tedeschi sono al lavoro sui tabulati, considerati preziosi ai fini delle indagini. Tutti i contatti sono passati al vaglio e ne risulterebbero anche alcuni italiani, ma al riguardo non è arrivata nessuna conferma. Secondo Focus online, che cita fonti delle forze di sicurezza, fino a dieci minuti prima di compiere l’attacco, Amri ha inviato con il suo cellulare fotografie e messaggi vocali ad altri presunti simpatizzanti islamisti.

Le indagini proseguono anche in Renania, dove è emersa una rete di moschee frequentate da Amri. Secondo i calcoli della Wdr, emittente televisiva locale, sarebbero circa quindici. Il tunisino aveva numerosi contatti, tra cui due uomini che avevano legami con l’Isis. All’inizio di quest’anno, secondo gli investigatori, Amri ha frequentato una scuola coranica a Dortmund, di cui aveva anche la chiave. Dalla fine del 2015, riferisce la tv locale, il tunisino era inoltre attivo in 12 moschee della città e in alcune di esse guidava la preghiera.

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