A Casalpusterlengo il Comune stira i panni dei dipendenti dell’amministrazione e di quelli di tutte le aziende private che hanno aderito a un progetto di conciliazione famiglia-lavoro lanciato circa un anno fa. A pagare sono un po’ il pubblico – Municipio e Regione Lombarda – e un po’ i privati, che sono entrati in partnership nel progetto. L’iniziatia ha mosso una certa ilarità e qualche commento negativo nella cittadina, tutti postati sulla pagina Facebook “Sei di Casale se…” “Che cavolata!”, “Non c’erano servizi più utili?” “Io pago il ticket per una visita sanitaria e questi pagano il servizio di stireria…” sono alcune delle frasi che si possono leggere, “e che mi hanno deluso” commenta l’assessore alle pari opportunità del Comune di Casalpusterlengo, Maria Grazia Scotti, che aggiunge: “Si tratta invece di un servizio molto importante per lasciare il tempo a genitori indaffarati di passare più tempo insieme in famiglia”. Il progetto è costato interamente 120 mila euro. Il Comune ha dovuto contribuire con 25 mila, il restante l’ha messo Regione Lombardia e altri partner privati. Tra i quali il negozio di parrucchiera Anna Josè sempre di Casalpusterlengo, che ha pagato 200 euro circa a dipendente coinvolto nell’iniziativa. L’iniziativa non prevedeva solo il servizio di stireria ma un’altra serie di aiuti: per esepio servizi di doposcuola e campi estivi per bambini durante tutte le festività. A gennaio scadrà e ora si pensa al rinnovo.

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