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Biennale Venezia, la Commissione Ue ordina la revoca dei fondi dopo la riapertura del padiglione russo

L'annuncio sui social della vicepresidente dell'esecutivo Ue Henna Virkkunen: "La cultura in Europa dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici"
Biennale Venezia, la Commissione Ue ordina la revoca dei fondi dopo la riapertura del padiglione russo
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La Commissione europea raccomanda ufficialmente la revoca del finanziamento comunitario da due milioni di euro in tre anni alla Biennale di Venezia, a causa della riapertura del padiglione russo all’esposizione inaugurata lo scorso maggio. Lo dichiara via social la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, specificando che la Commissione ha fornito la raccomandazione all’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (Eacea), organismo tecnico che gestisce concretamente i finanziamenti Ue. La decisione “fa seguito a un’attenta valutazione delle risposte fornite dalla Biennale per giustificare la riapertura del padiglione russo”, puntualizza Virkkunen, evidenziando che “la cultura in Europa – finanziata con i soldi dei contribuenti – dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici“, i quali “non sono rispettati nella Russia di oggi”.

La riapertura del padiglione – chiuso dal 2022 a seguito dell’invasione dell’Ucraina – era stata decisa a marzo dal presidente della mostra d’arte moderna, l’intellettuale e scrittore di destra Pietrangelo Buttafuoco, trovando l’opposizione del governo e del ministro della Cultura Alessandro Giuli (che aveva inviato gli ispettori a Venezia). La Commissione Ue ha da subito minacciato la revoca dei fondi e ha chiesto più volte chiarimenti all’Italia, accusando la Biennale di aver violato il regolamento che ha imposto le sanzioni europee a Mosca. L’iter per la revoca del finanziamento era stato avviato lo scorso 10 aprile: il successivo 23 aprile la revoca era stata comunicata ufficialmente, concedendo all’ente trenta giorni per cambiare la propria decisione o per spiegarne le ragioni.

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