“Peggio el tacon del buso…” ovvero peggio la toppa del buco. L’antico adagio veneto ben si addice a quella insegnante del liceo Marco Polo di Venezia che, dopo aver distribuito, dentro e fuori la rete, “perle” di straordinario razzismo ha pensato male di replicare così: “Non pensavo di creare tanto scompiglio”, quasi avesse commesso una marachella o non fosse stata colta la sua presunta ironia. Cosa aveva dichiarato e scritto questa signora che, di fronte alla protesta degli studenti, ha finto stupore per “tanto scompiglio?”

Annegarli tutti, bisognerebbe cacciarli, qualcuno dovrebbe bruciarli questi islamici, tutte espressioni utilizzate e ripetute dalla signora professoressa. I parlamentari di Sinistra e Libertà hanno presentato una interrogazione e il ministero ha preannunciato una ispezione, ma nel frattempo quella insegnante continuerà a frequentare quella scuola?

Le sarà consentito di creare un po’ di ulteriore scompiglio? Non sarebbe il caso, al di là dei provvedimentii disciplinari, di organizzare per la prof in questione un corso di recupero di educazione civica che potrebbe essere affidato agli studenti veneziani che hanno reagito e si sono ribellati ad un linguaggio che, troppo spesso e per quieto vivere, ci siamo abituati a subire senza reagire?

L’11 novembre, a Venezia, gli studenti scenderanno nelle calli e nei campi della città per contrastare razzismo e xenofobia. Loro saranno davvero i protagonisti di una giornata di “Buona scuola”.

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