Da La Frusta Letteraria – Rivista di critica culturale online

Intorno alla metà degli anni ’60 il barista del bar “Pinguino” a Milano, un ragazzo aitante e riccioluto, diventa amico di Montale. La loro è un’amicizia peripatetica, nel senso che il ragazzo si presta a sorreggere il poeta durante le sue passeggiate per il centro di Milano. «Devo dire – scriverà più tardi il barista – che questo vecchio mi è stato simpatico alla prima occhiata: sembra un pachiderma etilico del tutto incapace di fare sia il male che il bene – una forma fisiologica riscattata dal fatto di aver prodotto la poesia giusta al momento giusto e di essersela saputa poi amministrare per tutti gli altri decenni a venire». Il giudizio un tantino capzioso sul poeta, diventerà più avanti una rasoiata: «Mio dio, con tutti i soldi che deve rendergli la sua malinconia»… Il barista malevolo e linguacciuto – si chiamava A. Busi e scriverà queste cose nel romanzo Seminario sulla gioventù.

INDIETRO

Eugenio Montale,120 anni fa nasceva il poeta genovese

AVANTI

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Clown Hysteria, i pagliacci malmostosi appaiono ovunque. Criminalità, burla o sapiente operazione di marketing?

next
Articolo Successivo

Belen Rodriguez e quella mano con sei dita

next