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Lucca, donna bruciata viva: presunto assassino non risponde al giudice

I legali di Russo hanno confermato la richiesta di perizia psichiatrica per il loro assistito. Presidente Rossi: "Chi commette violenza contro le donne sono persone malvagie, vili, infami"
Lucca, donna bruciata viva: presunto assassino non risponde al giudice
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E’ rimasto in silenzio. Pasquale Russo, arrestato per la morte di Vania Vannucchi, la donna bruciata dietro l’ex ospedale Campo di Marte di Lucca (leggi), si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia in carcere davanti al gip Giuseppe Pezzuti il quale si è riservato la decisione sulla convalida dell’arresto. I legali di Russo hanno confermato la richiesta di perizia psichiatrica per il loro assistito.

Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile è lui l’assassino della 46enne lucchese, operatore sociosanitario a Pisa, bruciata viva lo scorso due agosto e morta dopo ore di agonia (leggi). Tra i due ex colleghi c’era stata una relazione, poi interrotta. Ma Russo non avrebbe accettato quella decisione continuando a tormentare la Vannucchi con messaggi e telefonate. Tanto che la donna, dicono le amiche, aveva paura ed era intenzionata a denunciarlo per stalking. Non ha fatto in tempo. Perché martedì scorso, i due si sono incontrati dietro la struttura ospedaliera. Russo si è presentato con una tanica di benzina. L’ha gettata addosso a Vania che ha preso fuco.

Alcuni operai che lavoravano lì vicino hanno sentito le grida e hanno tentato di spegnere le fiamme. E a loro, Vania ha sussurrato il nome del suo aggressore prima di essere trasportata in ospedale: “E’ stato Pasquale…”. Quando è arrivata nel reparto grandi ustionati di Pisa si è capito subito che le sue condizioni erano disperate. Aveva il 90 per cento del corpo bruciato: è morta la mattina. Russo, che dopo aver gettato la benzina addosso alla Vannucchi è scappato, è stato fermato poco dopo dalla polizia e ha negato di essere l’assassino. Portato in questura ha cominciato a fare le prime ammissioni ma ha giurato di non volere uccidere.

Sull’omicidio è tornato oggi il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che ha definito gli uomini che commettono violenze contro le donne “persone malvagie, vili, infami”. Stesso giudizio espresso pochi giorni fa dal presidente del Senato Pietro Grasso: “Sono squallidi criminali e schifosi assassini”.

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