Non è Mafia Capitale, ma un po’ gli somiglia. E come in ogni storia di corruzione ci sono le mazzette, i favori, i regali per i colletti bianchi di Roma. Non manca neanche la solita assunzione di un parente. Dall’inchiesta che ha portato ad arresti e perquisizioni per la mala gestio degli appalti di alcuni campi nomadi della capitale spuntano soldi, ça va sans dire, i biglietti per il teatro, un collier e persino l’acquisto di un escavatore. Un tornaconto che i funzionari del comune di Roma ricevano dagli imprenditori delle Coop che puntavano a ottenere appalti per la bonifica di alcuni campi nomadi tra cui quello di Castel Romano e quello di via Candoni.

Quattro imprenditori arrestati: favori e mazzette
In manette sono finiti gli imprenditori delle coop, Roberto Chierici, Massimo Colangelo, Loris Talone e Salvatore di Maggio. Ai domiciliari il funzionario del Comune di Roma, Alessandra Morgillo e il vigile urbano Eliseo De Luca. Disposta dal gip Flavia Costantini una misura interdittiva per il funzionario Vito Fulco. I reati contestati sono, a vario titolo, corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d’asta e i fatti risalgono al periodo compreso tra la fine del 2013 e il marzo del 2014.

Gli appalti venivano affidati, naturalmente, senza gara e spesso i lavori all’interno dei campi non venivano neanche effettuati. Gli imprenditori ottenevano il via libera dopo aver presentato una richiesta con firme false e riuscivano a ottenere dai funzionari capitolini anche la retrodatazione su alcuni documenti. In cambio uno dei colletti bianchi indagati aveva ottenuto l’assunzione della figlia in una delle cooperative e tra le contestazioni c’è anche la pubblicità gratuita per lo studio dentistico di una parente di una indagata.

Il passaggio di soldi anche all’interno del Campidoglio
Il passaggio di soldi tra imprenditori e funzionari avveniva anche all’interno degli uffici del Campidoglio: filmato un  episodio avvenuto negli uffici del dipartimento politiche sociali.  Le bustarelle avevano importi che variavano dai 3000 euro in su. L’inchiesta era partita da una serie di intercettazioni telefoniche in cui alcuni abitanti dei campi rom raccontavano del giro di mazzette tra imprenditori e funzionari comunali.

Nel procedimento risulta indagata anche Emanuela Salvatori, la funzionaria del Comune che lo scorso novembre è stata condannata a 4 anni di reclusione, in abbreviato, per i suoi affari con il ‘ras’ delle cooperative Salvatore Buzzi in uno dei rivoli di Mafia Capitale. L’indagine è condotta dai pm Carlo Lasperanza, Edoardo De Santis, Luca Tescaroli e Maria Letizia Golfieri e coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo.

La sindaca Virginia Raggi: “Grazie alla Procura”
Dei campi rom  e della loro gestione il neo sindaco Virginia Raggi aveva detto tutto il male possibile durante la campagna elettorale: “Campi rom uguale Mafia capitale, uguale i partiti che si sono spartiti la torta. Noi non siamo mai stati ascoltati anche perché dentro ci sono cooperative come quella di Buzzi che ha finanziato la campagna del Pd nel 2013. Chi ha i soldi, deve trovarsi una casa. E chi ha età da lavoro, deve andare a lavorare. Questa storia deve finire“. Proprio dalla prima cittadina, che domani sarà proclamata e giovedì 23 giugno con ogni probabilità riceverà le consegne da Tronca, sui social ha ringraziato gli inquirenti.

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