Crudeltà inutile contro gli animali“. Un’opinione che vale per mille, e che – senza tanti giri di parole – ha segnato, secondo le associazioni animaliste “una giornata storica nel mondo della moda”. A parlare è “Re Giorgio” Armani che, come riportano diversi organi di stampa nazionali, così ha commentato la sua adesione al protocollo promosso dalla Fur Free Alliance. “Sono felice di annunciare – ha dichiarato lo stilista – il concreto impegno del Gruppo Armani alla totale abolizione dell’uso di pellicce animali nelle proprie collezioni. Il progresso tecnologico di questi ultimi anni ci ha consentito di raggiungere valide alternative che rendono inutile il ricorso a pratiche crudeli nei confronti degli animali. Proseguendo il processo intrapreso da tempo, la mia azienda compie quindi un passo importante che testimonia la particolare attenzione alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente e del mondo animale”.

A partire dalla prossima collezione autunno-inverno, gli ormai mitici capispalla firmati Armani saranno totalmente cruelty-free: dall‘haute couture alla linea Emporio. Una decisione che, secondo quanto dichiara su La Stampa il responsabile di Lav Moda Animal Free Simone Pavesi “fa onore alla Maison Armani e rafforza una strada già tracciata e consolidata dalla Lav in anni di campagne antipellicce del mondo”. “Gli estimatori dello stile Armani – continua Pavesi – saranno entusiasti : è una scelta di vero stile per il re della moda, amato e apprezzato in tutto il mondo. Un segnale inequivocabile per il settore, da tempo sollecitato a convertirsi verso una produzione non cruenta”.

Una scelta epocale per il colosso dell’alta moda, che comunque si trova ad essere in ottima compagnia: a precedere Re Giorgio, infatti, sono stati Hugo Boss, Stella McCartney, Tommy Hilfiger e Calvin Klein, oltre ai marchi commerciali quali Zara, H&M, Bershka, American Apparel e Asos.

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