Hedi Slimane ha lasciato la casa di moda Yves Saint Laurent della quale è stato direttore creativo per quattro anni. In questo lungo periodo di collaborazione, il designer francese, tra i più noti ed apprezzati del fashion system, ha contribuito a riposizionare lo storico marchio, a partire dal nome: è stato lui a togliere quell’ “Yves” a favore del più immediato “Saint Laurent”.

Una scelta, questa, che ha portato con sé una rivoluzione anche a livello stilistico e che, secondo quanto riportato nella nota ufficiale che annuncia l’addio di Slimane, ha avuto un “notevole successo”: “Il riposizionamento – si legge nel comunicato ufficiale di Kering, gruppo di Francois-Henri Pinault – ha dato un nuovo respiro e aperto un nuovo capitolo nella storia di una delle più grandi case di moda francese”.

E il titolo Kering risente dell’addio di Slimane: in deciso ribasso sulla Borsa di Parigi, questa mattina l’azione del colosso del lusso mostra un meno 2,5% sul listino francese. Classe ’68, una laurea in giornalismo e una in storia dell’arte, Slimane si è fatto apprezzare da addetti ai lavori e consumatori per il suo stile riconoscibile ed eclettico, amato da moltissime star. Ancora sconosciuto il nome del suo successore: secondo la rivista Women’s Wear Daily sarà probabilmente il belga Anthony Vaccarello.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Giorgio Armani: “Mai più pellicce nelle mie collezioni, crudeltà inutile contro gli animali”

prev
Articolo Successivo

Salone del Mobile e FuoriSalone 2016: i dieci eventi da non perdere

next