È un Rocco Siffredi alle prese con la sua nuova vita dietro le quinte, quello al centro di Casa Siffredi, il reality familiare in onda su La5 che racconta la quotidianità della famiglia più hard d’Italia. Chi si aspetta una roba porno o anche solo vagamente ammiccante, ha sbagliato davvero indirizzo. Certo, non si può raccontare la vita di Rocco senza il sesso, senza la sua Hard Academy, una sorta di università per aspiranti pornostar, senza la sua vocazione da talent scout, sempre alla ricerca di nuovi “volti” da lanciare sul mercato. C’è anche quello, ovviamente. Ma soprattutto c’è il racconto normalissimo di una famiglia poco convenzionale ma alla ricerca di una routine quasi banale, dopo decenni di “emozioni forti”.

Il racconto è ironico, senza morbosità pruriginose. Anche quando Rocco e il cugino Gabriele guardano foto e video di candidati e candidate per l’hard academy, commentando volti e altre fondamentali parti anatomiche, il tutto è servito con leggerezza e divertimento. Mentre Siffredi si dedica al futuro del porno made in Italy, la moglie Rozsa e i due figli rappresentano l’altro coté del menage familiare. Quasi un’operazione di recupero di rispettabilità sociale, attraverso la moda, l’immagine genuina di una famiglia sana. Quasi, appunto, perché lo scopo non è questo. Rocco Siffredi è riuscito a diventare un personaggio pubblico conosciuto dalle masse anche quando girava film hard da protagonista, figurarsi adesso che è gettonatissimo ospite televisivo e concorrente di reality come l’Isola.

Rozsa è donna forte, oltre che bellissima, e nella prima puntata di Casa Siffredi viene fuori prepotentemente il ruolo che ricopre in famiglia: è l’elemento di moderazione, la barra dritta che conduce la nave in un porto sicuro, anche a dispetto delle intemperie. È il collante, è madre amorevole e moglie presente, paziente ma non rassegnata. Produrre e trasmettere un reality sul Siffredi padre, marito e imprenditore del porno è stata una scelta intelligente da parte della rete tematica Mediaset. Rocco si era già ampiamente sdoganato da solo nel corso degli anni, ma questo programma è il sugello a un lungo percorso di intelligente esposizione mediatica. E visto che siamo nell’epoca del web ovunque e comunque, non poteva mancare la contaminazione tra l’hard di Siffredi e le web serie, con tanto di The Jackal come guest star.

Il contrasto tra Rocco che seleziona peni e vulve nella lussuosa magione ungherese e Rozsa che sfila con i due figli sulle passerelle di Pitti a Firenze, è il modo migliore di raccontare la vita dei Siffredi. L’uomo diventato famoso per il suo pene sopra la media, oggi è un personaggio pubblico a tutto tondo, amato da madri di famiglia e giovanissimi. Casa Siffredi rappresenta la normalizzazione definitiva del personaggio. Una normalizzazione, però, che è tutto tranne che banale e noiosa. È solo la certificazione pubblica di un lato che c’è sempre stato, nella vita di Rocco. Un’operazione ben congegnata, un prodotto televisivo piacevole. Il sito di Mediaset, sul quale è possibile rivedere le puntate già andate in onda, mette in guardia gli spettatori: “Il programma potrebbe nuocere ai minori”. Precauzione esagerata. Anzi, Casa Siffredi andrebbe guardato in famiglia, sul divano di casa, magari spiegando ai figli che quella di Rocco è una famiglia normale, con un padre e un marito che fa semplicemente un lavoro diverso dal solito. Il resto, invece, è un nucleo familiare sano, divertente e genuino.

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