“Per i Suv quello americano è il mercato più importante del mondo”. Suona quasi come un mea culpa la frase con cui Volkswagen apre il comunicato stampa relativo alla Tiguan GTE Active Concept, il prototipo molto vicino alla produzione di serie che debutta oggi al Salone di Detroit. Parte dei guai che la Casa di Wolfsburg ha negli Stati Uniti, infatti, dipendono proprio dalla mancanza di Suv nella sua gamma. La nuova Tiguan vuole iniziare a colmare questa lacuna, con la sigla GTE che dichiara la sua motorizzazione ibrida plug-in e con l’aggettivo Active il suo orientamento fuoristradistico, mentre la parola Concept vuol dire che prima della primavera 2017 il modello definitivo non sarà pronto. L’attesa, però, sarà utile a operare un “allungamento”, perché la Tiguan di serie avrà il passo aumentato rispetto al modello europeo (in vendita in primavera) e 7 posti, come richiesto dal cliente a stelle e strisce. Ma la Tiguan sarà anche il primo prodotto di una nuova “offensiva” di Suv, come ha spiegato il numero uno Matthias Müller.

L’amministratore delegato del gruppo VW, dopo essersi nuovamente cosparso il capo di cenere per il Dieselgate, ha ribadito l’importanza del mercato americano e dell’impegno di riconquistare la fiducia dei clienti. Sebbene la soluzione tecnica per sistema i TDI Clean Diesel non sia ancora pronta e approvata dalle autorità, Volkswagen continuerà a investire negli Usa, con altri 900 milioni di dollari (in aggiunta al miliardo già investito) che creeranno 2.000 posti di lavoro e serviranno ad ampliare la produzione a Chattanoga, Tennessee. Qui sarà assemblato un nuovo modello e qui è nato il nuovo centro operativo per “capire in profondità il mercato americano” e per centrare l’obiettivo del 2016, cioè recuperare la fiducia dei clienti. A questo proposito, il nuovo piano industriale del Gruppo verrà presentato a metà anno e includerà il lancio di più di 20 modelli elettrici o ibridi plug-in entro il 2020.

Tornando alla Tiguan GTE Active concept, la sua scheda tecnica non presenta particolari novità: piattaforma Mqb, propulsore 1.4 TSI e powertrain ibrido. La derivazione Golf GTE è lampante, ma qui i motori elettrici sono due, uno per asse, in modo da realizzare la trazione integrale 4Motion. Così la Tiguan GTE ha 225 CV ma è anche in grado di procedere in off-road con la sola trazione elettrica. La coppia motrice normalmente va all’asse posteriore e viene inviata a quello anteriore solo se necessario; una scelta che non ha precedenti nella tradizione tecnica Volkswagen a motore trasversale, visto che è sempre accaduto il contrario. Le batterie da 12,4 kWh di batterie garantiscono di muoversi per circa 30 km in elettrico; in modalità ibrida, l’autonomia complessiva dichiarata raggiunge i 900 km.

Le dotazioni di serie, trattandosi di una concept, sono al top. La Tiguan GTE ha il sistema in infotainment visto al Consumer electronic show di Las Vegas, con display da 9,2 pollici e il controllo gestuale, ma anche altre amenità come l’head-up display e il cruscotto totalmente digitale, oltre ai tutti i dispositivi di sicurezza attiva basati sul radar anteriore, a partire dalla frenata automatica di emergenza.

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