È durata cinque mesi l’avventura di Rafa Benitez sulla panchina del Real Madrid. Dopo il pareggio contro il Valencia che ha spinto i Blancos a quattro punti dal primo posto, Florentino Perez ha comunicato all’ex allenatore del Napoli la fine della sua avventura al Santiago Bernabeu. Termina così un rapporto mai nato davvero tra Rafa e il numero uno della Casa Blanca. Il suo posto è stato preso da Zinedine Zidane, attuale tecnico del Castilla, la squadra B delle merengues, che avrà quindi per la prima volta una chance di presentarsi nelle vesti di allenatore su palcoscenici che ha dominato con pantaloncini e scarpette.

Benitez paga un feeling mai decollato con lo spogliatoio e un andamento lento nella Liga. Il suo rapporto non è stato dei migliori soprattutto con Cristiano Ronaldo, stella indiscussa e leader del Real. Negli scorsi mesi il portoghese – secondo quanto riportato dai media spagnoli – sarebbe arrivato a dire a Perez di scegliere tra lui e l’ex allenatore di Liverpool, Inter e Napoli. Nel campionato spagnolo i Blancos hanno alternato prestazioni da incorniciare sotto il profilo statistico come il 10-2 al Rayo Vallecano dello scorso 20 dicembre a partite sottotono che hanno permesso ai cugini dell’Atletico di portarsi a +4 e al Barcellona di avere 2 punti in più pur avendo disputato una partita in meno.

Da settimane il pubblico rumoreggia e Perez non si è mai speso più di tanto per proteggere Benitez, che ha dovuto far da sé. “E’ in atto una campagna contro di me”, aveva ringhiato non molto tempo fa. Per poi ribadire il concetto dopo il pareggio di Valencia: “Non posso fermare le speculazioni sul mio futuro, ma posso fare in modo che la squadra giochi come ha fatto oggi”. Una frase non esattamente profetica, visto che poche ore dopo i vertici del Real hanno deciso di chiudere il rapporto iniziato la scorsa estate già tra alcune perplessità.

L’ultima stagione di Benitez sulla panchina del Napoli non era infatti stata esaltante, con la squadra eliminata dalla Champions nei playoff, sconfitta in semifinale di Europa League dal Dnipro e solo quarta in campionato. Il tutto dopo un’estate tribolata con un mercato mai decollato e alcuni giocatori chiave, come Higuain, spremuti dopo l’esperienza della Coppa del Mondo. Tra alti e bassi (fuori dalla Champions ma vittoria dell’Europa League) era trascorsa anche l’avventura al Chelsea, ultima tappa della sua carriera prima dell’esperienza partenopea. Neanche sei mesi era durata anche l’esperienza all’Inter, condotta alla conquista del Mondiale per Club senza mai davvero convincere tifosi, stampa e dirigenza. Un po’ come accaduto anche a Madrid e nell’ultimo periodo a Napoli. E guardando anche ai rapporti con la dirigenza, ritornano in mente anche le esperienze a Valencia e Liverpool, dove più volte Benitez aveva pungolato le proprietà per gli investimenti ritenuti non adeguati o perché lontani dalle sue esigenze tattiche.

aggiornato dalla redazione web alle 20 e 15

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Blatter, il re è deposto (come Platini). Ma scandali e arresti non cambieranno il calcio mondiale

prev
Articolo Successivo

“Pallone d’Oro 2015 va a Messi”, errore della Fifa: svela il vincitore con cinque giorni di anticipo

next