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Non è una di quelle notizie che la Rai dà volentieri, né una di quelle a cui il nostro amato (?) presidente del Consiglio dedicherebbe una conferenza stampa o un hashtag: in Italia nel 2015 sono aumentati in modo abnorme i decessi. Sembra una boutade, roba da 1° di aprile, ed invece è del 23 dicembre. A sentire appunto il presidente del Consiglio in Italia và tutto alla grande. L’Italia è un modello. Peccato che l’Istat accerti che nel 2015 (dati di agosto) il numero dei morti nel belpaese è aumentato dell’11,3%, ovvero quasi 46.000 decessi in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Infatti, già nei primi otto mesi, sono stati registrati 445.000 decessi, contro i 399.000 nello stesso periodo dell’anno precedente. Che su base annua porterebbe il numero a 68.000.

Il professor Gian Carlo Blangiardo, dell’Università di Milano Bicocca commenta così: “Il dato è impressionante. Ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918: due periodi della nostra storia segnati dalle guerre che largamente spiegano dinamiche di questo tipo. Viceversa, in un’epoca come quella attuale, in condizioni di pace e con uno stato di benessere che, nonostante tutto, è da ritenersi ancora ampio e generalizzato, come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni?”

Il dato non è neppure giustificabile con l’invecchiamento della popolazione, che potrebbe spiegare 16.000 decessi in più su base annua, ma non 68.000. Quindi cosa determina l’aumento abnorme dei decessi? La risposta può essere solo che ci si cura di meno o ci si ammala gravemente di più. Per quanto riguarda il primo aspetto, posto che è da tralasciare l’ipotesi che la popolazione scelga di non curarsi, resta l’ipotesi che non tutti abbiano più cure adeguate. E qui non possiamo non pensare alla povertà che sta aumentando progressivamente nel nostro paese. Per quanto riguarda invece la seconda ipotesi, non possiamo tralasciare che, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, l’Italia ha il primato di morti per inquinamento in Europa.

Comunque si legga il dato, la conclusione sembra essere: la società in cui viviamo è sempre più iniqua; l’ambiente in cui viviamo è sempre più insalubre. O tutti e due i fattori. Comunque, non è un bel modo di finire l’anno.

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