Un barcone carico di migranti è affondato nel mar Egeo e ha provocato la morte di 18 persone, tra cui dieci bambini. Altre 14 persone sono state tratte in salvo dalla guardia costiera, allertata da un gruppo di pescatori. Molti dei superstiti sono in gravi condizioni.

L’imbarcazione carica di siriani, iracheni e pakistani era partita dalla costa turca di Bodrum ed era diretta all’Isola greca di Kos, la principale meta di arrivo di chi scappa dalla guerra e vuole raggiungere l’Europa continentale. Ma il numero dei morti potrebbe salire ancora. A riferirlo è stato Al Arabiya in un tweet. Ieri, venerdì 18 dicembre, altri otto migranti, fra cui cinque bambini, sono annegati in due incidenti sempre nel mar Egeo lungo la tratta Bodrum-Kos. Si chiude così l’ennesima settimana nera per l’immigrazione dato che il 16 dicembre, erano morti altri 6 migranti.

Sul fronte politico, intanto, ieri a Bruxelles si è concluso il summit europeo dedicato proprio all’emergenza migranti. Tra i leader europei sono emerse, ancora una volta, posizioni molto distanti sul tema. In particolare il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha criticato l’Europa a guida tedesca. Dopo aver definito poco coraggiosa le politiche di immigrazione, Renzi ha definito surreale la procedura d’infrazione contro l’Italia: dopo due anni di avvertimenti l’Ue ha aperto la procedura per il mancato rispetto delle regole Eurodac, il sistema europeo di raccolta delle impronte digitali dei migranti.

 

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