Il freddo dell’inverno non ferma la strage di migranti nelle acque del mar Mediterraneo. Al largo della costa turca sono stati recuperati i corpi di 6 bambini, vittime di due naufragi diversi: poco lontano da Bodrum, nel mar Egeo, sono stati recuperati i corpi di quattro bambini di età compresa tra i due e 6 anni. I piccoli sono annegati dopo che il barcone di 14 metri su cui cercavano di raggiungere le isole greche si è inabissato. I guardacoste turchi sono riusciti a salvare 58 persone di nazionalità siriana, irachena e afgana. Tra loro 22 bambini, alcuni dei quali in condizioni preoccupanti: un siriano di 3 anni è stato trasportato d’urgenza in ospedale.

Poche ore prima a nord del Paese, alcuni pescatori hanno trovato altri due bambini iracheni della stessa età senza vita, con i giubbotti salvagente ancora addosso. Il gommone su cui viaggiavano, probabilmente diretto a Chios, si era rovesciato martedì.

Solo una settimana fa la Fondazione Migrantes ha diffuso i dati sulla strage di bambini in atto nel mar Mediterraneo denunciando oltre 700 vittime dall’inizio dell’anno. Il direttore generale della Fondazione, monsignor Gian Carlo Perego aveva lanciato un appello ai paesi europei per fermare l’ecatombe di profughi che quest’anno ha visto il raddoppio delle vittime di naufragi rispetto al 2014: da 1600 a oltre 3200 morti nel 2015.

Intanto è previsto per giovedì 17 a Bruxelles il vertice ristretto fra i leader dei Paesi più coinvolti nella crisi migratoria: Germania, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Svezia, Finlandia e Grecia. La riunione, che si terrà prima del summit dei capi di Stato e di governo, sarà dedicata alla cooperazione con la Turchia per frenare l’immigrazione, al rafforzamento dei confini esterni dell’Ue e alla proposta della Commissione europea di un nuovo piano volontario di accoglienza dei profughi siriani in Turchia. All’incontro dovrebbero partecipare anche il premier turco Ahmet Davutoglu e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Ma adesso che le trattative tra Ankara e Bruxelles sembrano decollare, Amnesty International chiede di bloccare la cooperazione dell’Ue con il Paese: alla base della richiesta della ong una “serie violazioni dei diritti umani” operate dalla Turchia nei confronti di centinaia di rifugiati e richiedenti asilo. In un rapporto pubblicato oggi Amnesty denuncia che da settembre la Turchia ha fermato e trasferito centinaia di migranti in centri di detenzione, dove sono stati maltrattati e, in alcuni casi, costretti a tornare nei Paesi di provenienza, tra cui Siria e Iraq.

Un comportamento tenuto “in parallelo” con i negoziati. Amnesty chiede quindi uno stop alla cooperazione tra Ue e Turchia “finché queste violazioni non saranno oggetto di indagine e si concluderanno”.