Ci siamo sbagliati.
“In conformità al quadro normativo e giurisprudenziale vigente, l’allieva sarà cancellata dall’anagrafe dei nostri allievi dal giorno 12/12/2015”.
Firmato il dirigente scolastico dell’istituto di istruzione superiore statale “Melissa Bassi” di Napoli.

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Una lettera raccomandata recapitata il 14 dicembre alla famiglia conclude così brutalmente il percorso scolastico di un’alunna disabile di 20 anni. Una lettera recapitata e corredata di una accorta raccolta normativa che sostanzialmente attesta l’impossibilità per la ragazza a proseguire l’anno scolastico iniziato a settembre.

Cosa sarà mai accaduto in questi mesi di così determinante per cancellare la giovane dagli elenchi scolastici?

Forse si saranno accorti che l’allieva, come scrivono, non era in possesso del diploma di scuola media ma solo dell’attestato (perché disabile grave) conclusivo del ciclo di istruzione?

Forse, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca (Andreotti), la cancellazione dipende da un esposto presentato qualche giorno prima dai genitori presso la Polizia di Stato?

Forse questi genitori hanno sbagliato a chiedere ragione dei continui disservizi e danni arrecati alla loro fragile figlia da una scuola incapace di fornire qualità e continuità?

Singolare che proprio in data 15 dicembre il dirigente scolastico fosse stato invitato, “ai fini di una composizione bonaria”, come si legge nel verbale della Questura, in commissariato al cospetto dei genitori e di un funzionario dello Stato.

Strano, non c’è stato proprio il tempo per incontrarsi e la nostra giovane è stata cancellata in fretta e furia dalla scuola.

Peccato e strano…

Con buona pace del piano educativo individuale, degli obiettivi minimi, della retorica sulla accoglienza e l’inclusione degli alunni diversamente abili.

Che tristezza, signora ministra Giannini, la prego intervenga.

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