Avete mai visto suonare dei robottini della Lego? Se la risposta è negativa, evidentemente non conoscete Giuseppe Acito, sound designer e ingegnere del suono, che a un certo punto ha deciso di mettere insieme mestiere e passione, creando Toa Mata Band. Sette robot della serie Bionicle della Lego, roba da 25 euro ognuno (sei suonano le percussioni, il settimo una tastiera sullo schermo di un iPhone), che hanno preso vita grazie ad Arduino, un hardware made in Italy ormai utilizzatissimo, dall’hobby casalingo di un nerd di provincia fino ai progetti più avanzati della robotica italiana.

A coordinare la strana band di mattoncini è, appunto, Giuseppe Acito. Dalla sua consolle riesce a produrre una musica che anche artisticamente ha un certo valore. Non è roba da dancefloor, ma dance elettronica ambient che farebbe un’ottima figura in alcuni tra i locali più cool delle nostre città.

Lo stand di Giuseppe Acito e del suo Opificio Sonoro è uno dei pùi frequentati del Medimex, il Salone dell’innovazione musicale che si sta svolgendo a Bari, e alla fine dell’esibizione (ripetuta ciclicamente nell’arco della giornata) escono tutti con lo sguardo sognante di chi ha visto la realizzazione di un sogno creduto irrealizzabile: i Lego, passione di quando si era bimbi, e la musica, passione (e per molti dei presenti anche lavoro) dell’età adulta.

Dieci minuti di esibizione che incuriosiscono e fanno venir voglia di continuare. Per fortuna c’è il sito, dove le avventure della Toa Mata Band sono arrivate al quarto episodio (e video su Youtube).

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