La fiducia dei consumatori e delle imprese torna a crescere in Italia come non accadeva da tredici anni. Per quanto riguarda le famiglie l’indice composito del clima di fiducia, secondo i dati pubblicati dall’Istat, ha raggiunto questo mese quota 112,7 rispetto al 109,3 di agosto. Per le aziende il dato è salito dai 103,9 punti dello scorso mese al 106,2 di settembre.

“Tutte le stime delle componenti del clima di fiducia dei consumatori – viene scritto nella nota dell’Istituto di statistica – aumentano con un incremento più consistente per quella economica (da 133,1 a 143,2) ma anche per la fiducia personale (da 101,4 a 103,6), quella corrente (da 104 a 108) e futura (da 117,7 a 122)”. Per quanto riguarda le imprese, il livello di fiducia è il più alto dal novembre 2007 (quando era 107,1) e cresce nel settore manifatturiero (da 102,7 a 104,2), quello delle costruzioni (da 119,5 a 123,3), dei servizi di mercato (da 110 a 112,2) e del commercio al dettaglio (da 107,8 a 108,8). In particolare, nelle aziende manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione, mentre quelli sulle scorte rimangono stabili. Quanto alle costruzioni, progrediscono sia le aspettative sugli ordini che le attese sull’occupazione. Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini ma non le attese sull’andamento generale dell’economia. Infine, nel commercio al dettaglio, migliorano i giudizi sulle vendite correnti, mentre peggiorano le attese sulle vendite future e sono giudicate in diminuzione le giacenze di magazzino.

Le associazioni dei consumatori, però, si dimostrano più scettiche e ironizzano sui numeri pubblicati: “I rilevatori dell’Istat, dall’isola di Antigua, emettono l’ennesimo report del tutto fuori luogo sulla fiducia – hanno commentato Federconsumatori e Adusbef -. Siamo anche un po’ annoiati di dover ripetere che, per effettuare tali rilevazioni, bisogna interrogare i cittadini che vivono in Italia, non i ricchi emigrati ai Caraibi“. “Diramando dati così rosei ed ottimisti – sottolineano i rispettivi presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – si fa un grave danno al Paese intero. Se i dati dicono che va tutto alla perfezione, il Governo non interverrà mai per dare quella svolta e quella spinta in direzione della ripresa di cui l’Italia ha ancora tremendamente bisogno”.

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