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Carburanti, dopo una settimana lo sconto sulle accise è dimezzato. Martedì il governo decide se prorogarlo

Il beneficio residuo sul gasolio è sceso a 8,8 centesimi contro i 17 previsti. Intanto la benzina sfiora i 2 euro al litro (mentre il Brent torna sotto quota 80 dollari)
Carburanti, dopo una settimana lo sconto sulle accise è dimezzato. Martedì il governo decide se prorogarlo
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Il dossier tornerà sul tavolo del governo il 4 agosto, quando si dovrà decidere se prorogare o rimodulare il taglio delle accise varato lunedì scorso (e in scadenza giovedì) alla luce dell’andamento dei prezzi e delle risorse disponibili. Il punto di partenza, durante l’ultimo cdm prima delle ferie estive, sarà che lo sconto deciso per tamponare il caro carburanti nei giorni delle partenze per le vacanze è già stato in larga parte riassorbito dai rincari approvati nel frattempo dalle compagnie petrolifere. Secondo gli ultimi dati dell‘Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del diesel self service sulla rete stradale nazionale è salito lunedì a 2,097 euro al litro, contro i 2,080 euro di venerdì.

Un aumento di 1,6 centesimi al litro in tre giorni che riduce il beneficio residuo dello sconto fiscale a 8,8 centesimi, poco più della metà dei 17,08 centesimi corrispondenti al taglio dell’accisa comprensivo dell’Iva. Nel frattempo anche la benzina, esclusa dal taglio per mancanza di risorse, continua lentamente a rincarare: il prezzo medio nazionale è salito a 1,999 euro al litro, appena un millesimo sotto la soglia dei due euro, mentre considerando anche la rete autostradale la media elaborata da Staffetta Quotidiana ha già superato quel limite, attestandosi a 2,001 euro.

Il paradosso è che questo avviene mentre il greggio torna a scendere. Dopo l’annuncio arrivato domenica dall’Opec+ di un aumento di 188.000 barili al giorno della produzione di petrolio in settembre e l’annuncio del presidente americano Donald Trump sulla ripresa dei negoziati tra Usa e Iran, il Brent è ridisceso infatti sotto gli 80 dollari al barile. A continuare a salire è invece la quotazione del gasolio, sostenuta dalle difficoltà del comparto della raffinazione, dalle scorte ancora contenute e dalle tensioni sull’offerta, che si riflettono rapidamente sui listini delle compagnie. Secondo Staffetta Quotidiana, Eni e Q8 hanno aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati del diesel.

Le differenze territoriali restano marcate. Esclusa la rete autostradale, dove il gasolio costa in media 2,174 euro al litro, è la provincia di Bolzano a registrare il prezzo più elevato d’Italia con 2,138 euro al litro, seguita da Sicilia (2,125) e Calabria (2,120). Sopra quota 2,11 euro si collocano anche Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Campania e Molise. All’estremo opposto si trovano le Marche (2,077 euro), il Veneto (2,083) e Lazio e Umbria (2,085). Anche per la benzina Bolzano guida la classifica con 2,031 euro al litro, mentre il prezzo più basso si registra nelle Marche (1,987 euro).

Per l‘Unione nazionale consumatori i dati dimostrano che l’attuale intervento non è più sufficiente. “La benzina è ormai a un soffio dai 2 euro al litro e in dieci regioni ha già superato quella soglia”, osserva il presidente Massimiliano Dona, che chiede al governo di intervenire nuovamente nel Consiglio dei ministri di martedì. Secondo l’associazione, per riportare il gasolio sotto i 2 euro al litro in autostrada sarebbe necessario raddoppiare l’attuale riduzione delle accise, portandola da 14 a 29 centesimi al litro (35,38 centesimi Iva compresa), mentre per riportare la benzina a 1,90 euro servirebbe un taglio di 15 centesimi.

In vista del cdm, ogni decisione è però condizionata alle disponibilità di bilancio e alle risorse in arrivo dall’extra-gettito Iva di luglio, che non consentiranno comunque interventi di grande entità.
Il rinnovo dell’attuale taglio delle imposte sul gasolio da 17 centesimi costa 12,5 milioni al giorno, finanziati finora con le sanzioni Antitrust, le risorse del Fondo per gli interventi di politica economica e l’extra-gettito Iva di giugno attraverso il meccanismo delle accise mobili. Per mettere mano anche al prezzo della benzina servirebbero almeno altri 100 milioni di euro. Ulteriori risorse serviranno nel caso si aggiunga un bonus Isee o altro intervento ad hoc riservato alle famiglie con redditi bassi,unica strada consigliata dagli organismi internazionali.

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