Via libera del board dell’Esm e timbro della Commissione europea. Il terzo programma di aiuti per la Grecia, da 86 miliardi, ora è ufficializzato. Il board dell’European Stability Mechanism, composto dai ministri delle Finanze dell’Eurozona, ha dato il suo ok all’accordo per l’assistenza finanziaria ad Atene, in gergo Financial Assistance Facility Agreement, cioè un contratto per i prestiti che sarà ora firmato dal direttore del fondo salva-Stati Klaus Regling e dal ministro delle finanze greco Euclid Tsakalotos. Il board dell’Esm ha anche adottato il Memorandum d’intesa, che definisce la stretta condizionalità per gli aiuti.  L’Esm “monitorerà con attenzione il processo” di attuazione dell’”ampio pacchetto di riforme” previsto dal terzo programma di aiuti alla Grecia, “non sarà facile e siamo certi che incontreremo problemi nei prossimi anni, ma sono sicuro che saremo in grado di affrontarli” ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Nelle stesse ore il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombroviskis ha firmato, a nome dell’esecutivo Ue e del suo presidente Jean-Claude Juncker, il Memorandum. Ora, ha sottolineato Dombrovskis su Twitter, “le autorità greche hanno un’opportunità per ripristinare la stabilità finanziaria” ma, ha avvertito, “l’attuazione delle riforme è quello che conterà alla fine” per la Grecia.

In particolare le riforme per cui s’impegna Atene sono il ripristino della sostenibilità finanziaria, la salvaguardia della stabilità finanziaria, il rilancio della crescita della competitività e degli investimenti e la riforma della pubblica amministrazione. I prestiti dell’Esm verranno usati da Atene per le spese di bilancio, il pagamento degli arretrati e la costituzione di cuscinetti di liquidità, il rifinanziamento del debito e la ricapitalizzazione del sistema bancario. L’ammontare finale reale dei fondi sborsati dall’Esm dipenderà dalla partecipazione o meno del Fmi al nuovo programma, che deciderà al termine della revisione del suo primo programma per la Grecia, oltre che dal successo dell’attuazione delle riforme da parte del governo greco e dai risultati delle privatizzazioni.

 

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