Halal” è una parola araba che sta a significare “lecito” ed è anche il nome usato per il primo sexy shop online aperto in Turchia nel 2013. E’ stato chiamato così perché è conforme ai principi del Corano. All’interno del sito ci sono due link: uno per gli uomini e uno per le donne, inoltre vi è un ampio spazio dedicato all’approfondimento della sessualità in base ai principi islamici. Proprio in queste ore pare che alla Mecca aprirà il primo sexy shop chiamato ancora una volta “Halal” e secondo Dagospia, sarà Abdelaziz Aouragh il fondatore, un musulmano marocchino, il quale dichiara: “Non vendiamo bambole gonfiabili, solo prodotti che migliorano la sessualità della coppia e oggetti non violano la legge islamica. L’immagine delle donne in cucina con il burqa non è vera. Rispettiamo e amiamo le donne. Il nostro negozio le mette al centro, offre informazioni e risponde a tante domande sul sesso”.

Un modo per accontentare e valorizzare tante donne che non sono così “prese in considerazione” dall’ayatollah iraniano Hossein Dehnav il quale in questi giorni durante una lezione di educazione sessuale ha affermato: “Donne, dovete pensare solo al piacere dei mariti. Le donne devono seguire rigidi modelli di comportamento. Quelle che portano male il velo provocano l’omosessualità negli uomini, e la donna deve sottomettersi alle richieste sessuali del marito sempre e in ogni luogo. È bene, però, fare sesso con moderazione, altrimenti l’uomo si satura: mai più di due volte a settimana. Le donne devono portare biancheria intima chiara se hanno la pelle più scura e viceversa”.

Nei suoi discorsi attenzione anche agli uomini: “Se un uomo ingravida la moglie pensando a un’altra donna, i figli nasceranno gay”. Pensare che colui che dona queste perle di saggezza è nel suo Paese è un noto consigliere matrimoniale e grazie alla sua attività ha anche ottenuto un riconoscimento dal Ministero della Salute di Teheran.  Al marito è ammesso godere con ogni mezzo di godimento, tranne che con il sesso anale il quale è severamente vietato. Per l’ayatollah, inoltre, il piacere femminile è un peccato: “La donna deve pensare solo al piacere del marito”. Dichiarazioni sicuramente discutibili.

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