“Until There Came to Them Clear Evidence”, fino a quando non sarà loro chiara l’evidenza. Isis torna ad uccidere in un video da 29 minuti diffuso dai suoi sostenitori su Twitter. Le immagini, accompagnate da dichiarazioni in arabo, si concludono con l’uccisione di decine di prigionieri cristiani di origine etiope che, secondo quanto dice il boia in nero che parla alla videocamera in inglese, sarebbero stati catturati in Libia.

Due diverse esecuzioni in due luoghi diversi. La prima in un paesaggio semidesertico, simile a molti luoghi presenti nell’Africa centrale, mostra i prigionieri inginocchiati di fronte ai loro assassini, vestiti in mimetica. Al centro, il boia, un uomo che non sembra essere Mohamed Emwazi, meglio conosciuto come Jihadi John, l’assassino di James Foley e degli altri prigionieri nelle mani dello Stato Islamico uccisi in video. Al termine del suo discorso, in cui l’uomo spiega le ragione dell’uccisione degli “apostati” e ribadisce l’idea dell’Islam come unica religione accettata, i terroristi imbracciano i fucili e giustiziano gli uomini con un colpo alla testa.

La seconda esecuzione, invece, avviene in riva al mare, un luogo che sembra essere lo stesso in cui vennero decapitati i cristiani copti egiziani. Qui il copione torna ad essere quello delle precedenti esecuzioni: i boia fanno inginocchiare i prigionieri, poi li sdraiano a terra e li decapitano.

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