di Carblogger.it

Leggo i risultati di Opel nel 2014: secondo i dati Acea, i tedeschi hanno venduto in Europa (Ee + Efta),885.372 unità, circa 60 mila in più del 2013, con una crescita del 7,3% e un aumento di quota di 0,1 punti percentuali. Sommando Russia e altri Paesi, Opel arriva in totale a 1.076.000 veicoli. La quota di mercato è aumentata in più di 12 mercati europei. Il risultato è positivo ed è trainato in particolare dal suv compatto Mokka. Sorprende la tenuta della “vecchia” Corsa che in questi giorni si rilancia con la nuova generazione (ma non troppo).

Opel ha dunque ripreso a correre. Lentamente. L’offensiva dei 27 modelli e 17 nuovi motori da lanciare entro il 2018 non è ancora entrata nel vivo. Qualcosa si potrà vedere, almeno in termini di volumi, con l’arrivo della nuova Karl (foto in basso, anteprima a marzo al Salone di Ginevra, in concessionaria in estate) destinata, nelle intenzioni, a riconquistare lo spazio della Agila recuperando qualche fetta di mercato lasciata scoperta dall’uscita dal mercato europeo di Chevrolet. C’è da capire perché nel Regno Unito, la Karl riprenderà invece il nome Viva ma sono dettagli. A fine anno toccherà poi alla nuova generazione dell’Astra. Ancora forse troppo poco per partire dal 5,74% di oggi e arrivare all’8% di quota di mercato in Europa, prevista dal piano Drive!! 2022.

Di profitti non se ne parla: nonostante le rassicurazioni di Mary Barra, Ceo di Gm, di un ritorno al pareggio per il 2016, con il mercato europeo così piatto e la crisi russa (quanto durerà?), per il nero dei conti ci vorrà ancora del tempo. Non è un caso che in Opel se la siano presa comoda: il 5% di margine (utili al lordo d’interessi e imposte – Ebit) è previsto solo tra 7 anni. C’è tempo.

La valutazione è difficile, però non sembra riuscito completamente il progetto di dare un’identità più tedesca al marchio, per il quale è stata presa a capo del marketing, una esperta del maquillage come Tina Müller(proveniente dall’industria della cosmetica) con l’obiettivo di mettersi in scia delle varie Volkswagen, Audi, Bmw e Mercedes. Segno che la parola “Germania”, ancora non è sufficiente a vendere da sola un’auto. Per fortuna.

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