Elettrodomestici e notizie riservate: negli atti dell’indagine “Mondo di mezzo” si scoprono agenti delle forze ordine che riforniscono il boss Massimo Carminati di telefoni e televisori. Il tutto gli veniva consegnato alla stazione di rifornimento Eni di Corso Francia.

Guardia o ladro? – Il Ros dei carabinieri, nell’ottobre 2013, scopre l’esistenza di un personaggio che aveva contatti frequenti con il “cecato”: “Massimetto la guardia”. Si chiama Massimo Ursini, non risulta indagato, ed è un agente di polizia amico di Carminati, che lo descrive così: “Fa schifo perché c’ha un peccato originale… non sai se devi fare la guardia o il ladro”. Il Ros annota che Carminati spiega di essere in contatto con un soggetto in grado di fornirgli telefoni cellulari e altri elettrodomestici ad un prezzo scontato almeno del 40 per cento.

“Tutto regolare, eh” – Dice Carminati: “C’ho uno che ce ruba tutto da Pisallo (fonetico).. capito?…da coso…ce pija… sotto Natale…ci porta qualunque cosa ce serve de elettrodomestici, de televisori, de cose così… io mi sono preso un televisore, ancora non l’ho montat… il Sony quello gigantesco… con tutto l’impianto… quello laterale… costava quattro sacchi e mezzo…l’ho pagato duemila…  anche elettrodomestici… devi pija qualche asciugatrice lavasciuga, la lavatrice… tutta roba Miele la paghiamo come la Indesit… minimo il 40% de sconto… co con lo scontrino eh, regolare eh”.

iPhone e iPad per i dirigenti comunali – Nella rete corruttiva messa in piedi da Carminati all’interno del Comune di Roma, anche i regali di Natale avevano la loro importanza e così la possibilità di disporre dei favori di Ursini, si scopre anche in una conversazione tra Carminati e Salvatore Buzzi – patron delle cooperative rosse in affari con il “cecato” – che chiede al boss: “Senti, ma avevi detto che potevi trovà un po’ di iPhone e iPad, no?.. a comprarne dieci e dieci… così per i regali di Natale. I telefonini e i tablet, come scritto dal Ros sarebbero serviti per effettuare dei regali di Natale ad alcuni dirigenti comunali compiacenti. Infatti, ancora Buzzi dice: “gli fai un iPhone e un iPad, insomma un bel regalo cazzo… ce ne servono…una decina fra Iphone e Ipad… dieci e dieci … poi te faccio sapè de preciso … me serve la fattura però”.

“… c’ha la lingua lunga…” – C’è un altro agente – si legge negli atti – che incontra spesso Carminati e il suo braccio destro Riccardo Brugia: parliamo dell’ex carabiniere Lucio Camilletti (non indagato), che si dedica invece al commercio di cani di razza Corso, ed è Brugia, parlando con Alessia Marini, convivente di Carminati, a raccontare il loro primo incontro, che avvenne mentre il carabiniere lo pedinava con una Fiat Uno. “Alè – dice Brugia – io a lui me lo so ritrovato…all’Euclide…dopo che m’aveva pedinato…per tre giorni…c’avevo il Porsche nero…scendo a via di Vigna Stelluti… scendo gli busso al vetro…”a zi cambiate la macchina” e mi apre… guidava lui. . . mi apre la macchina me dice “prego?”…”ma che te pensi”…gli ho detto, “so tre giorni. . . cambiate sta Uno. . . cambiate sta Uno”…””no perché stai a sbaglià…io so un ferroviere“. . .”e se tu sei un ferroviere tu sorella batte sulla Salaria” gli ho detto…”. Camilletti poi conosce anche Carminati che lo descrive così: “Gli piace un po’ sta in mezzo alla strada…” perché sia Camilletti che Ursini hanno in comune lo stesso atteggiamento, “un po’ so’ guardie un po’ so’ ladri”…

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