Appuntamento alla cassa, il 16 dicembre, per il pagamento del saldo di Imu e Tasi. I contribuenti italiani sono chiamati a versare nelle casse dell’erario un totale di 15 miliardi di euro. La tassa sui servizi indivisibili colpisce i proprietari di immobili e fabbricati, compresa l’abitazione principale, ma anche gli inquilini, che versano una quota variabile da Comune a Comune. Dal pagamento dell’imposta municipale sono invece esentate le prime case, a eccezione delle abitazioni di lusso, mentre pagano gli immobili non residenziali come negozi e capannoni. Per quanto riguarda i terreni, si salvano quelli che si trovano in aree montane o collinari.

Per calcolare quanto bisogna pagare di Imu e Tasi occorre partire dalla rendita catastale, che va rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente dell’immobile. Al risultato si applicano le aliquote stabilite dai Comuni e, se previsto, vanno sottratte le detrazioni. Il pagamento può avvenire con bollettini postali o con il modello F24. Sono molti i contribuenti che si troveranno a pagare il saldo ad appena due mesi dal versamento dell’acconto. Infatti sono circa 5.200 gli enti locali che hanno usufruito della possibilità di far slittare il primo pagamento al 16 ottobre, rispetto alla data inizialmente fissata del 16 giugno, rispettata solo da 2.200 Comuni. Nei rimanenti, che non hanno presentato alcuna delibera, è previsto il pagamento in un’unica rata con l’aliquota base dell’1 per mille.

Peraltro entrambi i versamenti già dal prossimo anno dovrebbero essere soppiantati dalla local tax, che il governo punta a introdurre nella legge di Stabilità 2015 durante l’iter in Senato.

 

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